Tu vuò fà la volontaria...

17 Agosto 2006

Arrivo nella casa famiglia,l’impatto non è dei migliori…ma so che in uesto caso le prime impressioni non contano,ui di volontari ne arrivano a iosa,ognuno arriva con un senso ben preciso…soddisfarlo non è semplice…uesta malattia è terribile…sono anime intrappolate in un corpo che non risponde ai comandi.
Per prima cosa ci fanno mangiare una piccola pastasciutta,poi riunione per full immersion sulle linee guida,ci viene spiegato a grandi linee cos’è la malattia,uale deve essere il nostro approccio emotivo (?) e l’uso delle carrozzine manuali,dove sono le leve per lo schienale,come si tolgono i pedali,uale posizione assumere per prendere in braccio gl’ospiti perché il loro è un peso “morto”:mettersi a cavalcioni sulle loro gambe (senza sedersi sopra ovviamente)abbracciare con le mani unite al basso vita tenendo la propria schiena eretta e sforzo incredibile per tirarli su…mentre osservo penso che non ci riuscirò mai (buffona,e la combattente contro la guerriglia filopalestinese che fine ha fatto? Cerco nella borsa un fazzoletto bianco…sto per arrendermi prima ancora di cominciare)…ualcuno interrompe il mio pensare,anzi è il silenzio che lo interrompe,cos’è successo mentre ero persa nei meandri dei miei pensieri? I responsabili hanno chiesto se ualcuno vuole offrirsi per fare una prova nel sollevamento…non si fa avanti nessuno, (devo dire che lo spirito dei volontari non fa nà piega)mi faccio avanti,mi sistemo a cavalcioni su Veronica (nuova compagna d’avventura conosciuta in treno,l’imbranata del cornetto dalla camminata tosta)e mentre lo faccio mi rendo conto che mi è venuto istintivo assumere la posizione del “Heiko dachi” seduta…vecchie reminiscenze del periodo d’emulazione verso mio padre che faceva karate,la cintura arancione ha lasciato tracce,tutto torna,l’eterno ciclo,và,viene,viene e và.
Ok ci sono,lo posso fare, passiamo alla rassegna dei compiti,c’è un cartellone sul muro con tutti i giorni della settimana e i vari compiti assegnati ad ognuno di noi,con tanto di nome e cognome,il mio primo turno è la cucina,,non capisco come sempre una mazza(la sindrome jet-lag si impossessa di me) e vado in cucina a pulire…invece la cucina era inteso come “aiuto-cuoco”…morale? Faccio due turni anziché uno.

Lavare pentoloni,spazzare per terra,lavare posate e cazzabubole varie per 100 persone.
Finito,sono distrutta ma non è finita ui…il mio vero turno comincia alle 18:00,devo affiancare il cuoco per preparare la cena per 100 persone…Ancora? Di nuovo?Ma uanto cazzo mangiano? Ok va bene,no anzi va male,ma va bene uguale…cerco di controllare la stanchezza che comincia a prendere forma di uno svenimento,non sono mai svenuta in vita mia… vuoi vedere che crollo ui?
Sono sveglia da ieri mattina,sono le 18:00 del giorno dopo e non ho ancora dormito…mi guardo intorno e vedo ruote che girano allegramente,chissà in uanti farebbero volentieri a cambio con il mio lamento…penso al detto Indiano “oggi è un magnifico giorno per morire” e stringo i denti…la camicia arancione entra nei miei pensieri…chissà se? Smettila stupida,smettila.

Il mio nuovo capo,il cuoco,nella vita insegna filosofia,tra un lavoro e l’altro gli recito:”La filosofia è uella cosa che con la uale o sensa uale rimane sempre tale e uale” non credo sia permaloso,no,solo che l’avermi messa a pelare patate per 100 persone mi fa sospettare che un tantinello lo sarà…mentre sbuccio le patate un pensiero,uel pensiero mi ossessiona,la camicia arancione sarà stesa al sole?
Arghhhhhhhh….sbuccia le patate cretina,sbuccia che l’ora della cena si avvicina…..
SANTIAGOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Ok pelo patate,lavo insalata,taglio le patate a “tocchetti” lavo i pentoloni,l’occhio crolla,mè cala la palpebra, la pressione precipita…Mò muoio…a ricordarmi che non posso morire me lo ricorda la fame,ho una fame pazzesca,mi viene da vomitare senza aver mangiato…sono uasi le 23…finisce il turno,ceno con il trio dell’apocalisse…lasciamo tutti,abili e non e scappiamo in spiaggia.,facciamo cerchio intorno a noi,mi sento come ubriaca senza aver bevuto…mi guardo intorno e vedo carrozzelle che spuntano da ogni dove,alcune “sfrecciano” non ti aspetti che dentro casa ti passi una macchina,altri si spingono a mano…mi sento più tranquilla con uelle manuali,tanto sono sfigata in uesto periodo che temo d’esser investita da uelle elettriche (sono giocatori di Hockey)vedo già l’articolo sul giornale: Incredibile,donna abile nelle attività motorie viene investita e muore sul colpo da un uomo diversamente abile.
Decido di affacciarmi all’angolo del muro ogni volta che sono in casa come quando devi attraversare una strada,penso che non sarebbe male mettere uno specchio che dia visibilità a chi arriva senza visuale…non ho ancora capito perché mi sono portata ui…lo capirò con Susi.
Ma è ancora presto.... vado avanti senza capire perchè lo faccio,so solo che mi serve,più a me che a loro,finchè uesto cuore non creperà cercherò di capire il mio posto ual'è....

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