Reportage Sliding doors




Slidind doors


Oggi che vuoi suggerire per movimentare il pomeriggio eh?

Vuoi per caso proporre di fare il presepeeeeeeeeeeeeeeeee?

Manoncipensominimamente…Stellinaaaaa ti va di uscireeeee?

“Sìììììììììììì ziaaaaaaaaaaa”…stavolta la mia carognetta non ha detto devo fare i compiti…Mulakkietta.

“Dove andiamo zia?” Boh cominciamo a uscire di casa poi vediamo…”Anna vuoi la macchina?”

Per far che Teresì? (Che risposta cretina che doveva dirmi? Così per metterla a mò di collana)

“Non so, se per caso vuoi andare più lontano con Mari” Veramente non so nemmeno dove dobbiamo andare…no preferisco a piedi,così cammina un po’ sta sempre seduta…facciamo un salto da Feltrinelli ci piace a tutte e due…..

Abbreviamo la strada facendo il sottopassaggio della stazione che è allegramente movimentato da un signore Bulgaro che suona l’armonica….mi fermo e gli chiedo se posso fargli una foto,non esita nemmeno un attimo abituato com’è a sentirsi trasparente in mezzo a migliaia di persone che ignorano completamente la sua presenza non gli sembra vero mi dice subito si,dico alla mia mulacchietta di mettersi vicino al signore,timida mi dice “Noooooo ziiiiiaaaaaaaaaa” la spingo con tutto l’entusiasmo del mondo ricordandole di Birba “ieri” e capisce che nemmeno lei può oppormi resistenza…Flash “Mi porta foto signora?” Molto volentieri,buon lavoro arrivederci.

Arriviamo nel centro Murattiano,il salotto della Bari bene, completamente vestito a festa,luci e addobbi dappertutto,fiumane di persone che vagano come pecore impazzite,le vetrine dei negozi hanno tutte il cartello domenica aperti,domenica aperti,domenica aperti,domenica aperti,domenica aperti,domenica aperti…piccola rivincita dopo tanti anni passati a lavorare di domenica come super-visor…. che cazzata :Entro e chiedo: scusi? Ma domenica siete aperti? Stronza,stronza,stronza…l’unico negozio che non mette nemmeno una pallina… altro che minimalista è la maison Louis Vuitton,ma che gli frega… loro contano su un profitto personalizzato di 450 clienti fissi,(su una popolazione mondiale di 6 miliardi e 33 paesi sono i più sviluppati...pazzesco)gli altri clienti sono le pecore impazzite,e uelli che sfuggono al gregge si spostano in piazza Umberto dove per cento euro possono trovare una perfetta imitazione…ci avviciniamo alla vetrina della maison ma non perché m’interessasse la nuova collezione ma solo per vedere da vicino se davvero non ci fosse nemmeno un ago d’abete,neanche l’ombra…la mia mulakkietta guarda il prezzo di una borsa e mi chiede:”Zia?Ma perché costano così tanto le borse”….Ehhhh amore mio,perché le fanno di pelle umana...con la percentuale restante della popolazione "non sviluppata" hai vogliaaaaa a fà borsa e borsette.

“Davvero ziaaaaaaaaa??????”….Eh si amore mio.

Pazzesco il valore che gl’umani danno alle “cose”…penso a uella tipologia di persone che fa tanta attenzione quando deve maneggiare un oggetto costoso e poi ignora completamente come trattare una persona….sò proprio strani gl’esseri umani.

Vabbè…. continua la nostra passeggiata,Mari si ferma davanti ad un vetrina di abiti da donna,ne vede uno modello Jessica rabbit…”Ziaaaaaaaaaa è bellissimo,quando sarò grande ne voglio uno così”…Lo vuoi provare amò?

“Ma è da grandi zia”…Mbè? Noi entriamo chiedo la taglia per me e nel camerino lo provi tu eh?

Mari sgrana gl’occhi non le sembra vero…Ok entriamo,il mio approccio nei negozi è muy professional… i tanti anni passati a interagire con gli addetti alle vendite non fanno minimamente sospettare che siamo lì solo per movimentare un pomeriggio....a sentirmi parlare si staranno illudendo di fare il budget della giornata…non sono “abili” venditori,ho chiesto un vestito e “uno” me ne hanno dato,proposte zero,nemmeno una domanda per capire se la cerimonia (perché l’abito è da sera)è di mattina,pomeriggio oppure di sera…nada de nada….mi sembra di rivedere alcune persone che si presentavano nelle selezioni che facevo: Mi dia un motivo valido per cui dovrei assumerla: “Mi piace taaaaaanto il contatto con la genteeeeeeeeeee” Perfetto,cambi lavoro…..ma ui hanno fatto bene ad assumerle,noi stiamo giocando…..eppure una brava venditrice ci avrebbe venduto ualcosa…ma loro lavorano solo per San Paganino,passione zero…il fine mese è assicurato…che tristezza e che sollievo al contempo…non mi riguarda più.

“Prego signora si accomodi i camerini sono ui…..Mari mi guardava stringendo i denti sul labbro inferiore stringendosi con le mani nelle tasce del suo bomberino….”Ziaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa” Dai amore entra così aiuti zia sù…..

Solletico alla pancia nel camerino perché Mari si svestiva e vestiva in tutta fretta perché aveva paura che la commessa venisse a spiare…Togli le scarpe da ginnastica amore,uando non hai la scarpa giusta meglio vedersi scalzi e senza uei terribili calzettoni dai piedi nudi...non c’è problema amore ho detto alla commessa che faccio da sola e non voglio essere disturbata….il risultato finale è un’esplosione di gioia della mia mulacchietta mentre si ammirava allo specchio….Flash…io i Cinesi non me li vedo proprio.

Signorina la ringrazio,arrivederci….nemmeno per sbaglio ha pensato di darmi una brochure della collezione………….mangiapane a tradimento…………….sicuramente sarà iscritta anche al sindacato.

Ok andiamo da Feltrinelli,bolgia pazzesca come sempre,l’unico orario in cui non trovi tantissima gente è dalle 12 alle 13 perché dalle 13 in poi c’è la folla dei pendolari che si accomodano nella pausa pranzo.

Vorrei dire alla mia mulacchietta tu vai di là io di ua ma i “tempi” così poco rassicuranti dei tanti umani border-line mi responsabilizzano a tenerla vicino a me nei reparti che mi interessano e affliggono me a rimanere vicino a lei nei reparti che interessano lei.

Cè una signorina che racconta favole in uno spazio adibito al “parcheggio” bambini….solo che racconta le favole con una fretta tale che sembra Jack lo squartatore la stia inseguedendo…vieni con zia che è meglio….”Si zia…uella come minimo salta le pagine”mmmhhh lo facevo anche io con la mia sciuretta…ma io ero giustificata dopo una giornata di lavoro,lei viene pagata…

Andiamo su al primo piano e dalla balaustra vediamo una folla di persone che sta assistento alla presentazione di un libro,che a onor del vero dato l’argomento potrebbe essere anche interessante ma sentir parlare chi lo sta presentando…mmmmhhhh ti fa scendere il latte dalle ginocchia…il parterr in cui hanno fatto accomodare la folla e i relatori è vicino a un cartello che recita “Piccoli editori crescono” la mia mulacchietta sta venendo su proprio bene mi tuzza con il gomito esordendo:”Zia? Guarda le persone che ascoltano come sono vecchie…sicuramente si sono invecchiate ascoltando uei tre signori”…Le schiocco un bacio sulla guancia…bella di zia tuaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa….andiamo via prima che invecchiamo pure noi.

Poco dopo un signore attira la nostra attenzione è un signore anziano che si è piazzato le cuffie sulla sua coppola,(flash pure a lui,se mi becca la security stavolta vado davvero in gattabuia)non sa nemmeno lui cosa sta ascoltando ma vedere tutte uelle cuffie appese si sarà incuriosito come la signora dell’altro giorno in ospedale,sarebbero stati una coppia perfetta,peccato non si siano mai incontrati.

Gira di ua,gira di là,non trovo ciò che cerco,e non cè nulla di particolare che io stia cercando,quando vado in libreria non è mai perché so già cosa comprare,né,aspetto che un libro mi chiami,molte volte non mi chiama e io non compro, mi limito a passeggiare a prendere in mano i libri a scorrere le prime due pagine per poi riporlo nel suo scaffale,ma oggi sentivo che mi chiamava ma non lo trovavo,mentre vagavo tra l’odore di buono dei libri una coppia mi ha incuriosito ha attirato la mia attenzione,anzi erano in tre,una lei che guardava i libri.lui stava parlando con un’altra tipa con la faccia da rajuca che a un certo punto ha tirato fuori il cell e ha cominciato a digitare il numero del tipo, lui si girava per vedere la sua lei se si stava accorgendo di cosa stava succedendo…”Dejavu”…Fruscio di scopa nuova direbbe mio Zio…lei sembra non accorgersi di nulla….”Sembra”….Andiamo và...poi colpo di coda per me ...I “quattro accordi” mi chiamano….nèèèèèèèèèèèèè sempre lui Ruiz…non ci posso credere,ma ormai non mi meraviglio più.

Ok che più? Dvd, su dèm diamo uno sguardo…La bestia nel cuore è in offerta,lo voglio, già visto,ma deve essere rivisto e rimanere tra i miei film, ha segnato una svolta importante,poiiiiiiiiiii Nannarè?mah vediamo….Rosentrasse….perfect.

Andiamo amò,tu che hai trovato…”Zia? The sim l’ultimo”…ancora? Stavolta che si sono inventati?

L’ultimo The sim lui tradiva lei mentre lei cucinava il pranzo al suo moroso….bòòòòmmmmmmmmmmm enorme falò e nel gioco cè pure il funerale…ma che gioco del piffero è?

Vita reale ecco cos’è……….roba da matti.

Sorpresona alla cassa,devo pagare tre dvd e un libro,come sempre porgo la card senza sapere il vero motivo per cui la tiro fuori ogni volta, non ho mai capito che agevolazioni mi da….”Signora? preferisce 55 euro di sconto o continuare con i punti?

Accetto siiiiuuuuubitooooooo…l’ultima volta che non ho seguito fino in fondo uello che sentivo mi sono persa il piacere di bere un ottimo Brunello di Montalcino nell’attesa di una conclusione di un contratto…io l’avevo detto…ma dicevano che era meglio andare avanti con i punti (si e come no...mbrònd)…non mi fregano più.

Prosit a Feltrinelli.

E stà beneeeeeeeeeeeeeeeeeee direbbe mio Nonno.

Una parola è poco e due sono assai





Facciamo l’albero stellina così uando mamma torna dallo studio trova la casa vestita a Natale ? “Sìììììì zia,però comincia tu (e t’ parev) io devo finire i compiti esercitarmi con il violino” Vabbè ho capito.
Ma io non ho voglia di fare l’albero …. ma perché non mi mordo sta lingua eh? Sempre sto muscolo che si muove in maniera incondizionata… Prepariamo l’atmosfera,musica,il prescelto è Sting,non piace uasi a nessuno uesto cd, liriche del 400 di un autore elisabettiano secondo me invece è bellissimo… Ok,tiriamo (io e Annamaria) fuori l’albero,aiutooo è da montare ramo per ramo partendo da uelli più bassi,giacchè c’erano potevano farlo montare ago per ago no? Che gusto c’è ramo per ramo…l’ernia al cervello,si, la sento…ma non sono più carini gl’alberi piccolini tascabili? Nooooo sono tanto belli uelli grandi,grandi... più sono grandi più sono belli…suvvià che mi fò nà settimana alla neuro dopo sto periodo...Arghhhhh...Ok montato…passiamo alle luci,accendere le lucine una ad una per vedere se funzionano,ok fatto,cominciare a girare intorno all’albero partendo dall’alto girando come un Derviscio rotante per arrivare in basso…tengo una mano anche io rivolta verso l’alto e l’altra verso il basso..solo che io non unisco il cielo e la terra come i Sufi,né…lui si propone come collegamento tra terreno e spirituale io sto facendo un gran macello…nella “sua” rotazione cè un che di mistico e di raccoglimento per lui è come pregare…io mi sto intortando e basta per far arrivare le prese in basso vicino alla ciabatta elettrica e sto “imprecando” preghiera all’inverso…porca zozza ho schiacciato le lucine sotto la scarpa il rumore del vetro sbriciolato mi fa tremare al solo pensiero che dovrò rismontarla,faccio la prova elettrica…meno male è una serie “indipendente” da una lucina all’altra,funziona…palline,pupazzi,nastri,ciuffi di perline,calza della befana,stella cometa,donnina in tutù… ecchecacchio e che è la fiera degli Obej Obej?

Un albero un po’ più minimalista no eh? Due rami “Zen” e due lucine no eh? No.

Il puntale…no il puntale è stato soppiantato da un angelo tutto vestito di bianco con la testa di ceramica,riprendi la scala e sistema l’angelo,aggiusta il vestitino,da che parte metto la faccia dell’angelo?Ooohhhhh…scendi dalla scala spegni le luci e vedi l’effetto finale…bello? Nsomma- ne ho visti di migliori-per ora va bene così,poi gli darò un ritocchino…mi giro e vedo San Nicola che mi guarda e sembra voglia dirmi “E a me niente?” Tiè un cappello pure a te.
Mentre sono di là lanciando addobbi a profusione in tutte le stanze sento un rumore di ualcosa che sembra essersi “rotto”…Che è? Il suono che stride del violino ? Ma perché ha deciso di andare al conservatorio….è terribiiiilleeeee il suono,suono mò,ma che è stato? Marìììì? Tutto bene stellina? “Si zia perché?” Si è rotto ualcosa? “No zia” come no? “No come dire NO ZIA” Sembriamo due cretine…una dice come no? L’altra risponde "no"… come la barzelletta “Ndò vai? Ar cinema…a vedè che? Uo vadis…e che vor dì…ndò vai? Ar cinemaaaaaaaaa…” Decido di passare in rassegna tutta la casa,vero è che ho la Walt Disney in testa ma io ho sentito un “crash” niente, sembra tutto a posto……Vado in salotto convinta che il "crash" sarà stato del mio corpo astrale che voleva fuggire ... ODDDDIOOOOOOOOOOOOOOO Mariiii??? Amore di zia vieni a vedere…è successa una cosa terribbbbbbilllleeeeeeeeeeeee……L’angelo si è suicidatoooooooooo….si è buttato da lassù….la testa è andata in mille pezzi….”Zia e adesso?”….Né.. mettiamo una pallina al posto della testa così impara.
Foto ricordo amore? Prendiamo San Nicola? Lasciamo perdere troppo pesante… amore prendi Birba ci serve una renna,precisa Birba capisce che non è il caso di opporre resistenza e assume una postura da Renna perfetta…corriiiiii autoscatto….Flash.

Ma Benvenuti nel Natale 2006….aiutooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

Le tre età della donna Klimt


Ci sono sempre
mille soli
al di là delle nuvole

(proverbio indiano)

Aforisma scritto sul manuale della prevenzione del Burj Al Aarab ....pigghiètt pajur

Burj Al Arab



Oggi ennesimo appuntamento al Burj Al Arab, il uadro di Klimt che troneggia come sempre su un’ampia cesta di girasoli e cerca sempre di distrarti dal vero motivo per cui ti trovi lì….nuovamente in apnea,attesa,attesa,attesa e ancora attesa….nell’attesa mi sono messa a guardare le fotografie sulla mia digitale che porto sempre in borsa (ualche giorno mi arresteranno per violazione della privacy),seduta accanto a me c’era una signora di una certa età,la vedevo flettersi per vedere uello che stavo guardando io e cioè: le “mie” fotografie…lei si fletteva a destra io mi flettevo a sinistra(sarà Ebetina travestita?)..fino a che ha preso coraggio e mi ha detto: “Fa le fotografie?” no il cappuccino…non l’ho detto, mi sono limitata a rispondere si,ha continuato “è bella,ma vedete anche i programmi della televisione?” mi ha strappato un sorriso che in uel posto davvero è molto difficile,ma non perché avesse detto un’amenità…bombardati come sono dalle pubblicità le persone anziane rimangono meravigliate dai progressi dell’uomo e appena possono vedere dal vivo il “progresso” vogliono sapere…le ho detto- no signora fa solo fotografie e filmati- Santa pace… speriamo la smetta non ho voglia di parlare,ma era troppo naif,tenera nello sguardo e nella voce,non era “mbettosa” era davvero curiosa nel senso più letterale del termine…non era curiosa perché femmina,era curiosa perché intelligente.

“E costa assai signorì?” all’incirca penso 200 euro è un regalo...occhi sgranati e pieghe delle labbra rivolte all’ingiù “Madò uanto costa”…mbè signora, se lei pensa che la macchina fotografica oltre a costare quando la compra costa ogni volta che deve fare le fotografie perché deve comprare i rullini e poi farli sviluppare senza sapere se le foto sono venute bene…uesta le permette di fare tutte le foto che vuole,vederle subito e decidere uali far stampare,sempre che le voglia stampare (mi sta facendo distrarre…l’ansia è sparita) “Fa le foto subito signorì? “ Vuole vedere signora? Si avvicini a me che ci facciamo una foto…guardi “Chi sono io uesta o uella?” (mè signò..com’è fino a mò signorina mò chi sono io?) “Sono uesta,madò come sono venuta brutta” Venga signora facciamone un’altra così le faccio vedere (la gente intorno a noi ci guardava senza capire io scoppio in una risata) “No signorì,era meglio uella di prima” Che bellaaaaa,chi me l’ha mandata?

Mentre smacchinavo per farle vedere la differenza della prima e della seconda foto la velocità nel premere i tasti ha fatto scorrere alcune foto della mia cagnetta “Ci jè bell signorì è vostro?” Si signora è il mio si chiama Rany “ sospira “uand mi piacciono i cani a me signorì” e come mai non ne prendete uno?

“No signorì,mio marito dice che sporcano non g’ piascen i cani. Ammè m’ piascen assai,l’aldro giorno siamo andati Auchamme e sò vist un cane grandeeeeee come a uelle due sedie là vicino vè? Ma era grand assai e teneva la lingua di fuori,ma era di peluscio signorì mica vero..(Dio che tenerezza la volevo abbracciare forteeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee) e mi sono messa vicino a accarezzare,è venuto vicino ammè il proprietario di Auchamme (sicuramente era un caporeparto) e mi ha detto -Vi piacciono i cani eh? Io ne ho uno più grande vero- e giò detto io non posso mio marito non vuole.
Però signorì? me lo sono combrato,ho detto a mio marito io prendo la pensione d’invalidità e me lo compro, 15 euro ho pagato signorì (giuro che mi veniva da piangere per la purezza della signora). Me lo sono messo sopra il comò in camera da letto e ogni tanto vado e lo accarezzo,cì jè bell signorì con la lingua di fuori….fa niente che è finto.”

Scusi signora? Chi cucina a casa? “Io signorì ciavà checenè?” Mè e allora cominciate a non cucinare più fino a che vostro marito non vi fa prendere il cane…” Ihh signorì che uello grida e fa brutto,sapete uante volte ngì dico non mi gridare ammè che mica vengo da una brutta famiglia che mi tratti così” e uanto deve gridare signora? Un giorno,una settimana? Un mese?Fatelo gridare..scusate signora,come vi è venuto il coraggio da Auchan può darsi che che torni un’altra volta no? Se ci tenete assai, i cani fanno non solo compagnia fanno sorridere pure quando va tutto male,se volete,uno ve lo posso dare io.” E chi me lo porta signorì,io abito a Bitonto” ve lo porto io “Ma io lo voglio piccolino così più o meno” (e distanziava le mani creando una figura grande uanto un’ananas) Mè signora… allargate un poco le mani,così ve lo posso procurare(due ananas e mezzo facciamo tre) e ve lo porto pure domani,è bianco e nero bellissimo signora,oppure nocciola,sono i cuccioli di una cagnetta che abbiamo in campagna.
“Madò signorì e uello non vuole” Signora facciamo così,mò vi do il mio num di telefono,se prendete coraggio mi chiamate e io ve lo porto.
Mi sono allontanata per trovare una penna e quando sono tornata il marito della signora aveva finito di fare l’esame e l’ho sentito che diceva alla moglie con un tono burbero “Oh namà scèi? Sciamaninn” e lei tenera ma determinata gli diceva di aspettare,appena mi sono avvicinata volevo dare il biglietto di nascosto alla signora perché non sapevo se avesse detto al marito il “fatto” e lei teneraaaaaaaa “ U vì? La signorì ha detto che mi porta il cane” (Mudù mò è che mi fa un pagliatone,ma vid a stù strùnz,anzi pover strùnz e la differenza è sostanziale…sta male e continua a fare il padrone…ma roba da matti) l’ho guardato e gli ho detto-Perché non vuole che sua moglie si prenda un cane eh?- lui ha fatto un sorriso mentre lei si metteva nel “portazecchino” il foglio su cui avevo scritto il mio cell con un numerico gigantesco e mi ha sorriso guardando la moglie…ma era un sorriso tipo: Mò che andiamo a casa facciamo i conti.
Ci siamo salutati al marito della signora ho stretto la mano,molto forte, a lei ho dato un bacio sulla guancia morbida...aveva un odore di "buono".


Credo che la signora mi chiamerà,non so quando…ma sono convinta che lo farà.
Non ci siamo nemmeno dette i nostri nomi...ma importa?


Stavolta non è stato il reparto maternità a salvarci…è stato un cucciolo d’uomo evoluto in geriatria….i migliori due reparti.

Và tutto bene,molto bene.

Ebetina e i suoi tappeti


Come ho dormito?
Bene,molto bene,ieri dopo tanti anni ho deciso di fare “uel” massaggio sciamanico..niente a che vedere con i beauty center o roba di uelli che devi fare il mutuo per pagarlo….nè,roba da mani “serie” non da fantomatici guaritori con le Tod's ai piedi…o contrazioni del perineo e uant’altro.

Posto ideale,legno,pietre,acua,fuoco,stanza calda e gente “lucida”…..
Mi dicono “Buon viaggio”...non mi viene da fare nessuna battuta,anche se uel buon viaggio richiama alla mia mente una giostra anni 70 che si chiamava Cascate del Niagara..ti facevano sedere su una specie di sedile a due posti che avevi precedentemente raggiunto salendo a piedi una lunga scalinata in perpendicolare,davanti a te una tenda rossa…ti sedevi convinta di fare un giro in vari percorsi d’acua e dopo il “buon viaggio” toglievano la tenda e contemporaneamente il sedile da sotto il culo e rotolavi giùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùùù su un tapis roulant …per atterrare su un grande materasso.

Le risate erano per chi era stato precedentemente fregato e rimaneva sotto a godersi la scena dei malcapitati di turno…ebbi la felice idea di convincere mia madre e mio padre a venire per ammirare i meravigliosi percorsi d’acua…vederli a braccetto appena aprirono la tenda e poi vederli rotolare caposotto gambe all’aria e sentirli dire “mudù mudù ,mudù”….è stata un’esperienza che rifarei ancora oggi…loro non crtedo….ovviamente uando usciscappavo davanti ai loro piedi piegata in due dalle risate puntandogli il dito contro ahhhhhhhh….e l’unica cosa che riuscirono a dirmi fu: “Sparisci che è meglio….l’acua che non ha fatto in cielo sta....come pioveva...se fosse stato vino,tutti mbriachi.

Ma ieri uel buon viaggio…..che bel viaggio….faticoso perché la mente “la pazza di casa” faticava a lasciarsi andare.

Sono andata a dormire meravigliosamente -saudadamente bene….pregustandomi l’alba di un nuovo giorno.

Stamattina… Ebetina (Bettina ribattezzata) mi ha svegliato a malo modo sbattendo i suoi tappeti del menga con una potenza nelle braccia tale che ho pensato che avesse fatto anche lei ieri il massaggio…eppure non l’ho vista…eppure lo sa che la sua vicina (io) dorme alle 7 di mattina…noooooooooooooo Ebetinaaaaaaaaaaaa,uesto non me lo dovevi fare proprio stamattina.

Sono scesa dal soppalco e cercavo uel cd….si proprio uel cd…dov’è? Santa pace…oooommmhhhhh concentrati annamarì,respira,prendi la prima pila di cd e fai come se fosse una revisione contabile….uh? guarda un po’…che ci fa Frank Sinatra nella copertina di Jimi?si starà rivoltando nella terra scura? Non ti distrarre cerca Led,seconda pila,terza pila…siìììììì ci sono,mucci mucci sento odor di Zeppelinucci…dai,dai,daìììììììììììììì……ma vieniiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii ............................

Evvaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii…….. ..................

WHOLE LOTTA LOVE A PALLAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

EBETINAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA…..ald cà tappet…

Sembra ci sia un’incursione area sulla casa di EBETINAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.

Buona domenica Ebetina,Buon viaggio…vado e ti lascio Led Zeppelin in repeat.
Così impari il “valore del silenzio”…..tàdà stà cìtt la Domenica mattina.

Quando torno ti metto “One” e ti sembrerà un canto gregoriano rispetto a Led….siamo tutti “Uno” bellina….Respect.
Io la guancia non ho “ancora” imparato a porgerla…se mi pesti un piede io ti zompo su tutti e due..specie se mi svegliano a malo modo.

Have nice day

Saudade




“Mãe, que è que è o mar, Mãe?”
Mar era longe,muito longe dalì,
espèce duma lagoa enorme,
un mundo d’àgua sem fim,
Mãe mesma nunca tinha avistado o mar,suspirava.
“Pois,Mãe, então mar e o que a gente tem saudade?”

Guimarães Rosa


(“Mamma,che cosa è il mare,Mamma?”
Il mare era lontano,molto lontano di lì,
specie di lago enorme,una quantità d’acqua senza fine,
anche Mamma non aveva mai visto il mare, sospirava.
“Allora,Mamma,mare è quello che si ha nostalgia?”)

Per Maggie...Non permetterti di squarciarti perché nei buchi passa il vento.


Una fiaba... come promesso:

C'era una volta un uomo che non credeva all'amore,naturalmente l'aveva cercato a lungo,aveva osservato le persone intorno a sè,trascorrendo gran parte della vita in cerca d'amore,solo per scoprire che l'amore non esisteva.Diceva che l'amore è come una droga:ti fa sentire bene,ma crea dipendenza.E cosa succede se una persona diventa dipendente dall'amore,e non riceve la sua dose uotidiana?
uell'uomo diceva che la maggior parte dei rapporti d'amore è come il rapporto che c'è tra un tossicodipendente e il suo spacciatore...quest'ultimo è uello che controlla il rapporto.
E' una dinamica facilmente osservabile,perchè in ogni relazione di solito c'è uno che ama di più e un altro che si limita ricevere,ad approfittare di chi gli ha donato il suo cuore.
L'uomo della nostra storia continuava spiegare a tutti perchè l'amore non esiste.
"Ciò che gli umani chiamano amore è solo una relazione basata sul controllo e sulla paura.Dov'è il rispetto?scoppia una guerra di potere,di manipolazione,per stabilire chi è il drogato e chi lo spacciatore,a un certo punto uno dei due si arrende all'altro,la persona con la volontà più forte aveva vinto la guerra...ma dov'è l'amore?
Le sue argomentazioni erano logiche e convincevano molte persone. L'amore non esiste.

Poi un giorno,mentre uell'uomo camminava in un parco,vide una bella donna in lacrime seduta su una panchina.Si incuriosì,e avvicinatosi le chiese se poteva aiutarla.Potete immaginare la sua sorpresa uando lei rispose che piangeva perchè aveva scoperto che l'amore non esiste.L'uomo disse: "Stupefacente.Una donna che non crede nell'esistenza dell'amore".
L'uomo la comprendeva benissimo.L'abbracciò e disse: "Hai ragione,l'amore non esiste.Lo cerchiamo,apriamo il nostro cuore,ci rendiamo vulnerabili,e troviamo solo egoismo.uesto ci fa del male anche uando pensiamo di esserne usciti indenni.
Erano così simili,che diventarono grandi amici,il loro era un rapporto meraviglioso,si rispettavano,e nessuno dei due cercava di prevalere sull'altro.Ogni passo che facevano insieme li rendeva felici.Tra loro non c'era invidia nè gelosia,non c'era controllo nè possesso.
Un giorno,mentre l'uomo era fuori città,gli venne un'idea assurda."Forse ciò che sento per lei è amore", pensò. "M è così diverso da ciò che ho provato in passato,non è ciò che dicono i poeti,perchè io non mi sento responsabile per lei,non le chiedo nulla,non ho bisogno che si occupi di me.Non sento la necessità d'incolparla dei miei problemi.Insieme stiamo bene e ci divertiamo.Non mi sento geloso uando è con altri e lei non mi mette mai in imbarazzo.
Forse l'amore esiste davvero,alla fine,ma non è ciò che tutti credono sia.
I due decisero di diventare amanti e di vivere insieme,e sorprendentemente le cose non cambiarono.Il cuore dell'uomo era così pieno d'amore che una notte accadde un grande miracolo.Era intento a guardare le stelle,e ne vide una bellissima.Il suo amore era così forte che la stella scese dal cielo e finì nelle sue mani. uindi accadde un altro miracolo,e la sua anima si fuse con la stella.La sua felicità era intensa,e andò subito dalla donna per mettere la stella nelle sue mani.
Non appena lo fece,lei ebbe un momento di dubbio:uell'amore era troppo forte.Non appena uel pensiero le attraversò la mente,la stella le cadde di mano e si ruppe in un milione di pezzi.
Ora c'è un vecchio che gira il mondo giurando che l'amore non esiste.E in una casa c'è una donna anziana che aspetta un uomo,versando lacrime amare per il paradiso che aveva tenuto tra mani,perdendolo in un momento di dubbio.
Di chi fu l'errore?cosa non funzionò?fu l'uomo a sbagliare,pensando di poter dare alla donna la sua felicità.la sua felicità era la stella,e l'errore fu uello di mettere la stella nelle mani della donna.La felicità non viene mai dal di fuori.L'uomo era felice per tutto l'amore che proveniva da se stesso.La donna era felice per tutto l'amore che proveniva da lei.Ma appena lui la rese responsabile della propria felicità,lei ruppe la stella,perchè non poteva farsi carico della felicità di un altro essere.
Indipendentemente da uanto lo amasse,non avrebbe potuto renderlo felice,perchè non poteva sapere ciò che lui aveva in mente,non poteva conoscere le sue aspettative,i suoi sogni.
Se prendete la vostra felicità e la mettete nelle mani di un'altra persona,prima o poi uella persona la distruggerà.Se la felicità invece vive dentro di voi,siete voi a esserne responsabili...non possiamo rendere nessuno responsabile della nostra felicità

Siete la forza che gioca con la mente e usa il corpo come un giocattolo con cui divertirsi.
uesta è la ragione per cui siete ui:giocare e divertirvi.Siamo nati con il diritto di essere felici,di goderci la VITA.
Non siamo qui per soffrire.Se qualcuno preferisce soffrire si accomodi pure,ma non è obbligatorio.
Noi scegliamo di soffrire perchè abbiamo imparato a farlo...se continuiamo a fare le stesse scelte,continueremo a soffrire.

Don Miguel Ruiz

Saggezza Tolteca

Parblè p' la lùsce...ma è cafè


Gli ospedali….è inutile,possono dipingere le porte arancioni con le cornici azzurre,mettere piante bellissime, musica di sottofondo,appendere uadri coloratissimi...farlo anche sembrare il Burj Al Arab di Dubai ,sempre ospedali rimangono. ...l'odore svela l'arcano.

Invece è incredibile l’atmosfera che s’instaura tra le persone in attesa di un esame,è pazzesco il gioco di sguardi che si crea,il gioco dei “muti,muti” ti guardi e comunichi con lo sguardo,gl’occhi di tutti svelano la stessa emozione:PAURA…. ed è talmente forte che ti sembra di annusarla…cerchi di decpritare i loro pensieri trasmessi dallo sguardo e scopri che sono i tuoi stessi pensieri,cerchi di sorridere,ma è un sorriso amaro… senti solo il loro e il tuo battito…l’unica salvezza quando sei in ospedale non è andare nella cappella a pregare…no,l’unica è andare nel reparto maternità…vedere dove arrivano i nuovi arrivati…i cuccioli d’uomo con le mani strette a pugno che urlano come matti…sembra uasi di riconoscere cosa diventeranno d’adulti…uello pacione che sorride beato e ha stampato in faccia” Che mi frega ammè? Mò so arrivato” uello che dorme con il sopracciglio aggrottato “Heì? lassatm perder ammè… che oggi non è giornata” uello con la lingua di fuori “Ciò fameeeeeee fatm magnà” uello che dorme e basta e uello che sta là con gl’okki sgranati come dire “Auè? Tutto a posto…c’è da fidarsi”?

In tutti gl’altri reparti più rendono accogliente la sala d’attesa… più ti spaventi.più ti spaventi più pompa il sangue…più pompa il sangue più sei vivo e più sei vivo e più ti viene in mente “Par blè p’ la lùsce…ma è cafè”….e sorridi senza amarezza,sorridi di gusto….bocce ferme…sei in attesa,sei lì che aspetti la “botta”…e diventi consapevole che uei pochi momenti che precedono l’arrivo di una notizia sono attimi preziosi….e ti ripeti: “Parblè p’ la lusce ma è cafè” ...e ridi

Le tre caravelle proseguono la rotta

Cristo
Siamo nelle tue mani
Non battere le mani
Per carità

Zucchero

Per mio zio...Ghianda


21 Novembre 2006 h 2:57

uando un sentimento forte comincia ad incrinarsi e quella specie di giardino incantato in cui ti sentivi come un vichingo nel whalalla comincia a riempirsi di fastidiose infestanti che a poco a poco rubano la magia di quel posto cominci a vedere il terreno non proprio piano, le foglie secche, i fiori appassiti ed in un attimo ti rendi conto che quello è un giardino come tanti altri e ti monta la rabbia. Te la prendi col giardino perchè non sa più incantarti come una volta e te la prendi col tuo uomo, o la tua donna, che non hanno saputo curare questa meravigliosa illusione, che ti hanno rubato un sogno, ma nessuno ruba niente...
Angiolina chiama i ricordi col loro nome,volta la carta e finisce in gloria.
Cose svanite,facce e poi il futuro....mi sono visto che ridevo...mi sono visto di spalle che partivo...
De Andrè
Tè capì ziooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
Tisana Zen
Sciuretta?
Mamma ti ama

Per la mia figlioccia Vale

Non è sempre facile sorridere, soprattutto quando sembra che tutto vada al contrario di come vorresti che andasse......soprattutto quando sembra che tutto ti crolli addosso senza motivo, o magari senza essertelo meritato.L'unica cosa che posso fare è CERCARE, unicamente cercare, di provare a sorridere......cercare di provare a capire che anche lo stare male fa parte della vita......cercare di capire che anche le delusioni aiutano a far crescere.Faccio tesoro anche io di questi insegnamenti......posso mamma?Grazie milleValentina
20 novembre, 2006





Valeeeeeeeeeeeeee bella che sei...ciao tesoro.
E' certo che devi CERCARE,sai,uando sei in un periodo che traini n carretto pieno di merda,io sto trainando tre carretti in uesto periodo…pàren l’ tre caravell…...capiscìm a mè,che vuoi fà? là dà pigghià a rid...fare come "se"...e rid rid....vedi,la mia sciuretta mi chiama da sempre Babaj ma non perchè sia adepta di ualche filosofia,ma m' vid a mè mezz a tutt che fann OMMMHHHHH?però,sono convinta che tutto sia energia,eh si...se io sono triste,e mi capita,non permetto alla tristezza di rimanere più di 3 gg,e in uei tre gg devo dire che mi piace assaaaaai girare il coltello nella piaga con mille domande, "se non fosse,perché ",e blà,blà,blà....poi mi impongo la "svolta"...cazzo sono V-I-V-A...che vuol dire V-I-V-E-R-E altrimenti?
Non avere problemi?
Nèèèèè....uello per me è essere M-O-R-T-I...solo in uel momento non c'è ne saranno.....
Facile farlo?Ma per niente è una fatica bestiale .

A mattina fili di seta,
a sera neve.
D’umana vita chi conosce il senso,
raggiunge il fondo d’allegrezza.
Non lasciare la tua coppa d’ORO
Vuota contro la luna.

Le Trecento Poesie T’ang.

Sìì felice stellina ridiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Tastiera



Caro Ermanno,

ti ringrazio per la colletta della "tastiera" ma c'è mè n'avess fà? Il mio è un portatile e deve essere cambiato....che ne dici di uesto? Nero o giallo non fa differenza,scegliete Voi ragazzi....facit nù difrisch è murt....

Propongo la colletta durante il periodo del palio...preferibilmente nella contrada che vincerà...saranno così felici e mbriachi della serie "amàntinim cà tìammantengh" che non si accorgeranno dell'offerta che faranno.

Grazie,grazie e ancora grazie.

La famiglia di Donna Ritella



I miei antenati…discendiamo da un Marchesato.

C’era una volta una coppia di innamorati che viveva in un paese dove non ci riconosceva dal cognome ma dall’appartenenza…”A ciàapparten"? Leonardo apparteneva alla famiglia dei Raganella,Teresa alla famiglia D’ Ziquidd.

Entrambe le famiglie erano di origini contadine, Raganella si era sposata con un Bizzoco che aveva abdicato alla professione di contadino da generazione tramandata a tutti gl’appartenenti della famiglia e aveva sposato la “bambola” mia nonna, che aveva due tette enormi che portava gelosamente nascoste… ma la grazia del suo modo di portarle e il suo viso da americana anni 40 le avevano fatto dare dai paesani questo bel soprannome,Giuseppe invece amava suonare il violino con suo fratello Giovanni appena tornato dall’America e andavano in giro suonando serenate su commissione sotto le finestre dell’innamorata di turno,l’unico dissidio tra i due fratelli erano gli strumenti,s’incazzavano sempre perché Giovanni suonava il banjo e per Peppin che suonava il violino era sempre una gran corsa stargli dietro! La frase storica di Giovanni a Peppin quando s’incazzavano era:Uagliò?Cà jè so vist ù mar blu!Per chi aveva attraversato l’oceano per andare a cercare fortuna e aveva visto sbucare la statua della libertà dalla nebbia c’era una specie d’immunità contro i nervosismi,dai racconti che sentivo gl’emigrati erano persone sagge e coraggiose,diverse perché si erano ribellate a quello che la vita gli aveva imposto,e la lotta tra Peppin e Giovanni era davvero ardua,perché anche se Peppin non aveva visto il mare blù anche lui era un diverso,con la differenza che stava cambiando la sua vita senza emigrare…e a quei tempi era molto peggio.


Peppin andava ogni sera di nascosto a trovare la sua Bambola,di nascosto s’intende perché i tempi non permettevano a chi si amava di farlo liberamente,almeno in paese ,Mariuccia veniva anche lei da una famiglia di origini contadine,era orfana di padre che era morto colpito da un fulmine in campagna vicino ad un trullo,terreno che ancora oggi è di proprietà della mia famiglia,fulminato il padre e il mulo.
Quel giorno ci fù un forte temporale,erano andati in campagna per la raccolta delle mandorle,Leonardo e i figli maschi sul carretto trainato dal mulo, il mio bisnonno fece giusto in tempo a far riparare i figli nel trullo e mentre stava facendo entrare il mulo un fulmine mise fine al suo percorso terreno e deviò quello della sua famiglia.

Sabina,la mia bisnonna si ritrovò vedova con 7 figli da crescere,5 maschi e due femmine,non ci sono grandi racconti di questa donna,se non che avesse un grande spirito,talmente grande da non essersi mai più risposata,ha cresciuto da sola i 7 figli tra mille difficoltà,ma sempre con tanto onore e dignità,tanto che una sera un figlio si ritirò tardi,zì Colett,e appena entrato in casa andò incontro a viso aperto alla ciabatta della madre che gliela scaraventò sul viso con tutta la forza che aveva,aggiungendo:Nan t’ sì permettenn chìeù a reterart a kess orarie,perciè m’ nescieun avà deiscè cà sit malmand perciè vè murt attànd!
E zio Coletto non ha mai dimenticato quella promessa travestita da minaccia perché ogni mattina quando si guardava allo specchio la ferita glielo ricordava implacabilmente…è morto con quella cicatrice,non si è mai rimarginata del tutto.

Di questa responsabilità dell’essere orfani ne erano tutti consapevoli e le femmine ancora di più.
Mia nonna mi raccontava che quando era giunta in età da marito le fecero recitare un’antica preghiera dove ad un certo punto le veniva mostrato una specie di enorme pergamena con tante fotografie di ragazzi,e una voce le indicava una ad una tutte le fotografie elencando i vari pregi,difetti e durata della vita degli stessi,suggerendole chi era la persona giusta per lei, quella con cui avrebbe vissuto nel miglior modo possibile,in armonia,in dolore si,ma sempre molto vicini l’uno all’altro,le aggiunse anche che non era sicuramente un gran bel pezzo di giovane,quello che oggi chiamiamo “gran figo”,anzi,era basso,al mio paese si dice “cùrt”,era senza lavoro,andava facendo serenate e aveva anche un naso molto grande…ma,era tanto buono e spiritoso e la vita li avrebbe aiutati.

Mariuccia rimase delusa nel vedere il prescelto,ma siccome era una ragazza che aveva sofferto tanto nella vita per la morte del padre,decise che era meglio non sfidare il destino solo perché non lo vedeva bello fuori, e poi, sposare qualcuno che l’avrebbe fatta soffrire o peggio ancora, come per alcuni indicati nelle foto rimanere pure vedova…non era proprio il caso.

Decisero di sposarsi anche se il lavoro di Peppin era precario,(e meno male che non hanno aspettato,ancora oggi lo è) lavorava all’acquedotto,ogni mattina si metteva in fila con gl’altri trenta operai e in bicicletta raggiungevano il posto di lavoro,tutto pur di non andare in campagna a fare il contadino nei suoi terreni.

Quella mattina la fortuna passò davanti a tutti, dal primo della bicicletta all’ultimo che era Peppin, lui era un comodo,sapeva come prendersi la vita,non sbraitava per stare al primo posto,aveva in se come una certezza che tutto accade se deve accadere,e così anche nella fila occupava volentieri l’ultimo posto,almeno non era costretto a pedalare velocemente per non farsi tamponare da chi veniva dietro,poteva pedalare in tranquillità fischiettando,era bravissimo a fischiare sembrava un usignolo.

Era mattino presto quando la fila di operai passò davanti ad una bella macchina ferma sul ciglio della strada e l’autista con divisa nera e tanto di cappello cominciò a chiedere al primo operaio:Scusi,ho bisogno di un grande favore,può prestarmi la bicicletta?La macchina non cammina più e il sig Bellomo ha un importante riunione al palazzo della provincia” e il primo operaio rispose:Amà scì a fadegà” e tirò dritto.Il povero autista supplicò tutti gli operai ma tutti continuando a pedalare gli rispondevano che non era possibile.Fino a che arrivò a Peppin,che si fermò,scese dalla bicicletta e spiegò che gli avrebbe voluto tanto fare quel favore,ma la bicicletta era l’unico mezzo che gli permetteva di guadagnarsi la giornata,a quel punto l’autista mise le mani in tasca per dargli dei soldi,ma il nonno lo fermò dicendo:Non voglio soldi,se il signore che è in macchina è un pezzo grosso della provincia come dice lei potrà giustificare la mia assenza dal posto di lavoro.A quel punto si aprì la portiera dell’automobile e uscì un signore molto distinto,si presento e chiese al nonno come si chiamava e il nonno disse:Giuseppe Bizzoco,ma tutti mi chiamano Peppin;il signore disse”Bizzoco,non ti preoccupare,penserò io a giustificarti”.Il nonno prestò la bicicletta all'autista che si allontanò in tutta fretta per chiedere soccorso,e il sig Bellomo invitò il nonno a salire in macchina nell’attesa del ritorno dell’autista.
Parlarono di varie cose,ma principalmente il sig Bellomo voleva sapere della vita di Peppin,l’ora trascorsa insieme passò velocemente...quando fù il momento di congedarsi Bellomo disse al nonno:”Peppino,tu non sai quanto ti sono grato per la gentilezza che hai dimostrato nel capire la mia necessità,tieni,questo è il mio biglietto da visita,se mai un giorno tu dovessi avere bisogno chiamami senza esitare”.

Mio nonno montò in sella alla bicicletta e si diresse sempre con molta calma sul posto di lavoro,quando arrivò tutti gl’operai gli dettero del fesso per aver perso una giornata di lavoro per fare un favore a quel riccone che si guadagnava i soldi senza il sudore della fronte,ma Peppin come era solito fare quando c’era una discussione preferiva passare per fesso piuttosto che litigare come un fesso,per lui la gentilezza veniva prima di tutto,la sua era una famiglia conosciuta come timorati di Dio e rendersi utile non era un insegnamento che applicava solo alle persone povere o della sua classe operaia,lui era convinto che tutto quello che si fa nella vita ritorna sempre nel bene e nel male,così si fece mettere in mezzo senza per questo sentirsi umiliato.

Quando finì la giornata di lavoro tornò a casa dove lo aspettava “la mia moglie” come scherzosamente chiamava la sua Mariuccia,raccontò a Mariuccia l’accaduto e lo stupore di mia nonna rasentò l’infarto:Come?Hai conosciuto... e sei stato in macchina con il Presidente della Provincia e non gli hai chiesto un lavoro? Peppin ma cè dè t’ n’ sì scèut?
Raramente andavano d’accordo,e quando si trovano su un’idea era unicamente per la strategia che usava Peppin per non litigare,lui diceva che il segreto per andare d’accordo in una coppia era prendersi il carattere,e questo richiedeva uno sforzo maggiore da parte almeno di uno dei due,che durante la discussione doveva frenare la lingua e ritardare quello che voleva dire riservandola ad un’altra occasione,e cioè quando l’altro si era calmato perché altrimenti”s’incazz jed,m’incazzeche jiei cià mà chembenà?”
E così fece anche quella sera,non contraddisse la sua Mariuccia,le disse che in ogni caso ogni buona azione avrebbe portato la giusta ricompensa,ma Mariuccia non era tanto convinta che la gentilezza ripagasse sempre.Senza che la porto per le calende Greche mio nonno da lì a un anno terminò il contratto di lavoro con l’acquedotto,e si ricordò del Signore a cui aveva fatto un gran favore,decise che sarebbe andato al palazzo della provincia a Bari per vedere se poteva aiutarlo.Si vestì di tutto punto,giacca e cravatta e arrivò davanti alla scalinata del palazzo della provincia, mentre stava per entrare fu fermato dall’usciere che gli chiese cosa desiderava,e il nonno disse che doveva incontrare il Sig Bellomo,l’usciere chiese se aveva un appuntamento e il nonno barò e rispose di si, l'usciere gli fece cenno di seguirlo e si incamminò verso l’ufficio del sig Bellomo,mio nonno quando doveva raccontare il momento in cui l’usciere disse :”C’è un certo Bizzoco Dottore” alzava la voce di dieci ottave:”FATELO ENTRARE SUBITOOOOO”…A distanza di sessantanni provava sempre la stessa emozione quando raccontava dell’accoglienza che gli riservò il sig Bellomo.

Entrò nell’ufficio, Bellomo fece accomodare il nonno e gli disse:Allora Bizzoco dimmi tutto? E il nonno gli disse che aveva terminato il contratto con l’acquedotto e voleva sapere se poteva aiutarlo a trovare un lavoro.Bellomo si chinò verso i cassetti della scrivania tirò fuori alcuni libri,glieli mise sulla scrivania e disse:Allora Bizzoco,studia come si fa la bitumazione e io ti faccio diventare Capocantoniere.

Continua>>

Il ritratto di Dorian Gray


1891

La tragedia della vecchiaia non è l'esser vecchi,ma l'esser giovani.
La mia sincerità talvolta mi stupisce.Ah,Dorian,come sei felice,che Vita suisita hai avuto.
Tu hai bevuto profondamente a tutte le sorgenti.Hai premuto l'uva contro il tuo palato.Non ti è stato celato nulla.E tutto è stato per te semplicemente musica.Niente ti ha sciupato.Sei rimasto lo stesso.

No,non sono lo stesso,Harry.
Si,tu sei lo stesso.Chissà come sarà il resto della tua Vita.
Non sciuparla con le rinunce.Presentemente sei un tipo perfetto.
Non renderti incompleto.Sei assolutamente senza difetti adesso.
E inutile che scuoti il capo,lo sai.Inoltre,Dorian,non ingannarti.
La Vita non è governata dalla volontà o dall'intenzione.La Vita
è un uestione di nervi,e di fibre,e di cellule lentamente costruite in cui il pensiero si nasconde e la passione ha i suoi sogni.Tu sei padrone di pensarti salvo,e crederti forte.Ma un casuale tono di colore in una stanza,o un cielo al mattino,un certo profumo che un giorno hai amato e che porta
con sé sottili memorie,il verso di una poesia dimenticata che ti capita fra le mani,la cadenza di un pezzo di musica che non hai più suonato- ti dico,Dorian,che da cose come ueste dipende la nostra Vita.Browning ne parla da ualche parte;ma i nostri sensi le immaginano per noi. Ci sono momenti in cui l'improvviso profumo di un lilas blanc mi fa rivivere il mese più strano della mia Vita.
Vorrei poter cambiare la mia Vita con la tua,Dorian. Il mondo ha imprecato contro noi due,ma ti ha sempre adorato.Ti adorerà sempre.Tu simboleggi uello che la nostra epoca va cercando,e uello che teme di aver trovato.Sono lieto che tu non abbia mai creato nulla,né dipinto un uadro,né prodotto nulla all'infuori di te.
La tua arte è stata la Vita.
Tu hai musicato te stesso. I tuoi giorni sono le tue suonate.

Dorian si alzò,e si passò la mano fra i capelli.

Sì,la Vita è stata suisita....ma ora voglio che sia diversa,Harry.

Come si scatenano le guerre.....


Come ho raccontato a Iris (tutti pensano che sia il nome del fiore,ho amato tanto la fiaba sull'Amore di Hermann Hesse da dedicarla all’alieno che si era insediato nella mia pancia, dandole il nome,è stato un po’ come seminare l’anima della donna del racconto…pazzesco,Iris è proprio così,vede le cose come sono dando ad esse il giusto significato senza per uesto soffrirne) uando era piccola le ho spiegato cos’erano le guerre e come si scatenavano.Un giorno presi esempio da mia madre che accudiva mio nonno(suo suocero) ormai da molti anni sempre seduto sulla poltrona,non camminava più,non usava più le braccia tranne uando era d’accordo su ualcosa(perché ha capito sempre tutto,anche se molte volte faceva lo scemo per non andare in guerra,era un grande saggio mio nonno,diceva che Saddam Hussein doveva chiamarsi SADDAM Ùscèm...perché era così stupido da essersi messo contro l’America) e allora alzava le sue braccia facendo uno sforzo incredibile contro la legge di gravità e univa le sue manone battendole a mò di applauso gridando: E STà BENEEEEEEEEEEEEE…..CLAP,CLAP,CLAP.La nuora,mia madre,ogni volta pensava che il suocero stesse scimunendo sempre di più...io gongolavo e mi univo al “stà bene del nonno” facendo un gran casino battendo con il mestolo sulle pentole.Mio padre recitava sempre il suo mantra preferito: cì nàn sò dakksèi nai veleim…e cì sò i mègghie nàn pòten ess i nùst…translation…se non sono così…non li vogliamo,e sono i migliori,non possono essere i nostri.L’esempio della guerra che feci a Iris consisteva nel farle osservare il rituale dell’imboccamento,mia madre si armava di santa (?) pazienza e brandiva il cucchiaio o la forchetta manco fosse un bazooka e con fermezza diceva al nonno:Papà apri la bocca…le intenzioni erano buone ma il modo sembrava una "promessa"…si sa che le strade dell’inferno sono tutte lastricate di buone intenzioni.Il nonno stringeva i denti arricciando il muso e miracoloooo ….girava di “scatto” la testa…e il cucchiaio si trasformava in una fionda che lanciava mooolto lontano la pastina piiiccoooola,diligentemente scelta per far si che fosse facilmente digeribile...a saperlo che finiva sul muro e sul divano...mia madre avrebbe scelto i "maccheroni" più facili da raccogliere.Ogni giorno stessa storia,fino al giorno in cui dissi a mia madre “Mina”? (diminuitivo di mammina,tutti pensano che chiamiamo nostra madre per nome…uaz america) lo faccio mangiare io il nonno,e Iris mi seguiva senza capire come potessi far mangiare il nonno..e il nonno mi guardava come dire:VENDUTA,PURE TU?Strizzavo l’okkio a mio nonno,mi sedevo vicino,cominciavo a parlargli,e parlavo,parlavo,parlavo,ma solo per aspettare che mia madre se ne andasse …appena era fuori dalle balle,dicevo al nonno:Nonno?vuoi un bicchierino di rosolio?E gl’occhi del nonno s’illuminavano alla PAPERON DE PAPERONI….Ogni giorno due bicchierini di rosolio,sambuca bianca per essere precisa,con la mosca…la pastina andava a farsi una bella passeggiata nello scarico del water,e mia madre ogni volta che tornava trovava il nonno rossooooooooooooooooooo in faccia,e io le facevo notare che non era buona cosa tenerlo vicino al camino….uù calor era assà..(translation:faceva troppo caldo).Spiegazione della guerra per mia figlia: Se una persona pensa di fare il bene di ualcuno,in uel caso era per il bene del nonno e si presupponeva che lui non si rendesse conto,e pensa di farlo con la forza,mooolto difficilmente riuscirà nell’intento,perché chi riceve la violenza inevitabilmente rifuterà l’aiuto,e se io mi fossi messa a discutere con mia madre litigando sul suo modo di comportarsi non avrei fatto altro che peggiorare la situazione…in uel caso,avevo deciso di regalare un po’ di sollievo….prendere per il culo ualcuno alle volte salva da una guerra….uesta X ME chiamasi:DIPLOMAZIA…SORRIDI,USA L’UNICA ARMA CHE ANNIENTA AMORE DELLA MAMMA,SORRIDI CAZZOOOOOOOOOOOOOOO E SCONFIGGERAI I MISERABILI…COMBATTI,MA MAI CON LA VIOLENZA AMORE MIO…alleati con i tuoi "simili"...usa sempre il Buon Senso e non ti sbaglierai.

Tu vuò fà la volontaria...

17 Agosto 2006

Arrivo nella casa famiglia,l’impatto non è dei migliori…ma so che in uesto caso le prime impressioni non contano,ui di volontari ne arrivano a iosa,ognuno arriva con un senso ben preciso…soddisfarlo non è semplice…uesta malattia è terribile…sono anime intrappolate in un corpo che non risponde ai comandi.
Per prima cosa ci fanno mangiare una piccola pastasciutta,poi riunione per full immersion sulle linee guida,ci viene spiegato a grandi linee cos’è la malattia,uale deve essere il nostro approccio emotivo (?) e l’uso delle carrozzine manuali,dove sono le leve per lo schienale,come si tolgono i pedali,uale posizione assumere per prendere in braccio gl’ospiti perché il loro è un peso “morto”:mettersi a cavalcioni sulle loro gambe (senza sedersi sopra ovviamente)abbracciare con le mani unite al basso vita tenendo la propria schiena eretta e sforzo incredibile per tirarli su…mentre osservo penso che non ci riuscirò mai (buffona,e la combattente contro la guerriglia filopalestinese che fine ha fatto? Cerco nella borsa un fazzoletto bianco…sto per arrendermi prima ancora di cominciare)…ualcuno interrompe il mio pensare,anzi è il silenzio che lo interrompe,cos’è successo mentre ero persa nei meandri dei miei pensieri? I responsabili hanno chiesto se ualcuno vuole offrirsi per fare una prova nel sollevamento…non si fa avanti nessuno, (devo dire che lo spirito dei volontari non fa nà piega)mi faccio avanti,mi sistemo a cavalcioni su Veronica (nuova compagna d’avventura conosciuta in treno,l’imbranata del cornetto dalla camminata tosta)e mentre lo faccio mi rendo conto che mi è venuto istintivo assumere la posizione del “Heiko dachi” seduta…vecchie reminiscenze del periodo d’emulazione verso mio padre che faceva karate,la cintura arancione ha lasciato tracce,tutto torna,l’eterno ciclo,và,viene,viene e và.
Ok ci sono,lo posso fare, passiamo alla rassegna dei compiti,c’è un cartellone sul muro con tutti i giorni della settimana e i vari compiti assegnati ad ognuno di noi,con tanto di nome e cognome,il mio primo turno è la cucina,,non capisco come sempre una mazza(la sindrome jet-lag si impossessa di me) e vado in cucina a pulire…invece la cucina era inteso come “aiuto-cuoco”…morale? Faccio due turni anziché uno.

Lavare pentoloni,spazzare per terra,lavare posate e cazzabubole varie per 100 persone.
Finito,sono distrutta ma non è finita ui…il mio vero turno comincia alle 18:00,devo affiancare il cuoco per preparare la cena per 100 persone…Ancora? Di nuovo?Ma uanto cazzo mangiano? Ok va bene,no anzi va male,ma va bene uguale…cerco di controllare la stanchezza che comincia a prendere forma di uno svenimento,non sono mai svenuta in vita mia… vuoi vedere che crollo ui?
Sono sveglia da ieri mattina,sono le 18:00 del giorno dopo e non ho ancora dormito…mi guardo intorno e vedo ruote che girano allegramente,chissà in uanti farebbero volentieri a cambio con il mio lamento…penso al detto Indiano “oggi è un magnifico giorno per morire” e stringo i denti…la camicia arancione entra nei miei pensieri…chissà se? Smettila stupida,smettila.

Il mio nuovo capo,il cuoco,nella vita insegna filosofia,tra un lavoro e l’altro gli recito:”La filosofia è uella cosa che con la uale o sensa uale rimane sempre tale e uale” non credo sia permaloso,no,solo che l’avermi messa a pelare patate per 100 persone mi fa sospettare che un tantinello lo sarà…mentre sbuccio le patate un pensiero,uel pensiero mi ossessiona,la camicia arancione sarà stesa al sole?
Arghhhhhhhh….sbuccia le patate cretina,sbuccia che l’ora della cena si avvicina…..
SANTIAGOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Ok pelo patate,lavo insalata,taglio le patate a “tocchetti” lavo i pentoloni,l’occhio crolla,mè cala la palpebra, la pressione precipita…Mò muoio…a ricordarmi che non posso morire me lo ricorda la fame,ho una fame pazzesca,mi viene da vomitare senza aver mangiato…sono uasi le 23…finisce il turno,ceno con il trio dell’apocalisse…lasciamo tutti,abili e non e scappiamo in spiaggia.,facciamo cerchio intorno a noi,mi sento come ubriaca senza aver bevuto…mi guardo intorno e vedo carrozzelle che spuntano da ogni dove,alcune “sfrecciano” non ti aspetti che dentro casa ti passi una macchina,altri si spingono a mano…mi sento più tranquilla con uelle manuali,tanto sono sfigata in uesto periodo che temo d’esser investita da uelle elettriche (sono giocatori di Hockey)vedo già l’articolo sul giornale: Incredibile,donna abile nelle attività motorie viene investita e muore sul colpo da un uomo diversamente abile.
Decido di affacciarmi all’angolo del muro ogni volta che sono in casa come quando devi attraversare una strada,penso che non sarebbe male mettere uno specchio che dia visibilità a chi arriva senza visuale…non ho ancora capito perché mi sono portata ui…lo capirò con Susi.
Ma è ancora presto.... vado avanti senza capire perchè lo faccio,so solo che mi serve,più a me che a loro,finchè uesto cuore non creperà cercherò di capire il mio posto ual'è....

Continua>>

Costantinos Kavafis, un greco nato fuori dalla sua terra


Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere d'incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo nè nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente, e con che gioia - toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi penetranti d'ogni sorta, più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca - raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo in viaggio: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.

Andare a Betlemme,andare a Betlemme com'è lungo uesto viaggio


15 Agosto 2006

Viaggio verso Volontariato

Mi sistemo nello scompartimento,meno male,siamo solo in tre,io e due ragazzi,li scruto per capire che tipi sono,tranuilli,ok,mi sistemo vicino al finestrino,è il posto che ho chiesto,scelgo sempre il finestrino,devo sempre guardare fuori…mi infilo gl’auricolari, i Radiodervish mi fanno compagnia…ascoltarli è un po’ come meditare,l’atmosfera è uella giusta, luce spenta,immagini che vanno fuori dal finestrino,non faccio in tempo a cogliere un dettaglio che la velocità lo ha già portato via.
Un lampo accecante turba il mio immaginario,due sciurette aprono violentemente la porta scorrevole dello scompartimento accendendo la luce….è il caos,non si capisce più nulla,cominciano a trafficare con le loro valige così grandi che come minimo contengono il cadavere di ualcuno.
Vogliono, anzi pretendono di issarle sulla mensola che è sopra la mia testa,mezza valigia sporge fuori,delicatamente ma con voce ferma faccio notare che non è un beautycase,ma una caravanserraglio di enormi dimensioni e averlo in testa non è il massimo delle mie aspirazioni,già ho tanti cazzi per la testa,almeno i problemi cretini cerchiamo di eliminarli…si convincono data la serietà della mia voce (da mamma rompicoglioni) e decidono di metterle nel corridoio.
Si rispengono le luci,noto una delle due sciurette che si sistema(è talmente piccola che ci sta tutta) sul suo posto spingendo il suo culo contro il mio fianco come se nulla fosse,faccio contrasto per farle capire che non è aria…potrebbe pagare per tutti.
Altro lampo accecante,stavolta non mi frega,ho messo gl’occhiali da sole,sono lenti graduate e posso vedere bene senza essere disturbata,si affaccia una tipa schizzata(modì mò dài sarà il suo nuovo nome, ma ancora non lo sa,è di Rimini) oltre ogni dire,comincia anche lei a trafficare con il suo bagaglio,cerca di arrivare al suo posto ma è praticamente impossibile,sembra una carneficina,dormono tutti accavallati uasi a rappresentare il ritratto "La vergine" di Klimt,non si riconoscono le gambe dalle braccia…comincia a borbottare come una pentola di fagioli ma nessuno l’ascolta,tutti “fingiamo” di dormire,io con gl’occhiali da sole mi godo la scena indisturbata,non devo nemmeno faticare a fare finta nel tenere gl’occhi chiusi…si arrende,va fuori…comincia a lamentarsi con una signora del suo posto inaccessibile….scoprirò due ore dopo che sarà una mia compagna d’avventura …..là fuori parla,parla,lenzuola che ha portato,asciugamani,amici che saliranno a bologna….diooooooooo ora esco e la ribalto,ok non riesco a dormire ma almeno un po’ di silenzio santo buddha…nno è possibile sentire la sua voce che copre la musica…mi alzo scavalco la carneficina e vado fuori…bologna:salgono i suoi amici,riattacca con la solfa del posto rubato,un tipo (mitico Pier) le dice che non è il caso di cominciare a fare volontariato già sul treno,l’altra una tipa tosta che cammina tipo generale di ferro le dice di andare con loro più in là….miracoloooooooooo….in un colpo solo fuori dalle palle in tre.
Li perdo di vista,per fortuna,il treno si ferma a Voghera dove devo scendere per il cambio, direzione bordighera,li vedo tutti e tre vicino alla porta d’uscita,decido di andare dall’altra porta…(e per fortuna) scendo e mi precipito al bar per fare colazione e fumarmi una sigaretta come Dio comanda,perché da quando non si può più fumare sul treno si va in bagno,e in bagno c’è sempre la fila,tutti incontinenti,tutti che quando escono fingono un’espressione disturbata dal troppo fumo,e la sigaretta che ti fumi è una violenza contro la legge di gravità per come devi sistemarti in piedi sul cesso (e che cesso) aspirando il fumo manco fosse aria cercando di buttarlo fuori dalla picccoooolaaaa apertura de finestrino.
Nel bar incontro solo una del trio dell’Apocalisse,le faccio una battuta perché mentre stava addentando il cornetto PLOFF le casca per terra…a uel punto lei sbotta in una risata e nel suo stretto bolognese dice: non zi pozzo credere…oggi è una giornata ztrana,ho appena perzo due miei amici che non hanno fatto in tempo a zcendere dal treno….AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHH l’avevo detto ioooooooooooooooooo

Continua>>

Blog per Maggie


Buonasera Maggie,

le sto provando tutte ma.... ingrato di un pc si diverte a farmi entrare nel tuo blog riconoscendomi e poi non mi fa postare, lo metto ui a casa del Guru.....in attesa di sedermi sul Fior di Loto.

Posso mettere il tuo nome nel mio blog?
Fà attenzion a com rspunn pcciùè?



Sei uella che cerchi,sarai sempre così,sei uella che si identifica in un passaggio di ualcosa che legge o che ascolta... ma non riesci ad afferrarla perchè stai vivendo una vita che non è la tua,tu non vuoi vivere così eppure una strana "forza misteriosa" (ma uann mai? siamo noi stessi che ci comprimiamo) ti fa sentire sempre così...è il primo linguaggio che hai imparato in famiglia,dove la confusione regnava sovrana eppure era travestita di apparente serenità...un disagio sottile, dove ognuno recitava una parte che non era la sua.Nessuno che riusciva a dire veramente come si sentiva,sembra che sentirsi male sia la "conditio sine qua non" il primo linguaggio che hai imparato (non è avvenuto il miracolo della tastiera eh eh,copiato e incollato da google) ...scusa stellina eh? Ma se tu hai sempre parlato Italiano proverai difficoltà a parlare Inglese correntemente no? Dovrai allenarti,faticare nel farti comprendere per dire anche le cose più banali...stessa cosa accade uando si deve entrare in nuovi schemi comportamentali...solo uando sarai veramente stanca e stufa di stare male troverai la forza di dire "fàcìtùe pì megghiè murt cà tenèit scìtavinn" chiunue,amici,amanti,genitori fratelli....nessuno deve soffrire...ammenochè lo voglia...e io,non crederò mai che ti piace stare così...le abitudini si sconfiggono con nuove abitudini,se cambi tu automaticamente cambiano uelli vicino a te e se non dovessero cambiare...andare,baby,andare....la tristezza è contagiosa.

Andare a vivere da soli ti permetterà di conoscere veramente Maggie,al momento sei uello che hanno fatto di te,ti hanno conformata a loro,accade in ogni famiglia sai? Vivendo soli si scopre tanto di se, certo non è facile,perchè devi prenderti cura di stessa,provvedere a tutto,la spesa,lavare mutande,il bucato,stendi ritira,il cane,il mangiare per il cane,le telefonate,stirare....arghhhhhh stirare....ma non è tutto una rottura di palle sai?
Pensa che per me, il fare le "pulizie" l'ho trasformato in meditazione,ecco perchè la mia sciuretta mi chiama Dalai Lama,da sempre per me fare pulizie è un metodo che utilizzo per mettere pulizia nella testa....attenzione,non ti sbagliare,non sono una fissata che pulisce per non pensare...
Solo che da uando la mia sciuretta non vive più con me sto vivendo da universitaria anche io...e devo dire che è bello assai non avere l'affano dell'andare a fare la spesa sennò la piccola che mangia?Nel senso che se me ne dimentico oppure non ne ho voglia mi arrangio...una sera mi sono fatta una pasta con soffritto di tutte le spezie perchè non avevo altro.
E uando mi dimenticavo del grembiule? Madòòòò devo lavare il grembiule me ne sono dimenticata,asciuga con il phon...una volta mi sono bruciata il jeans nel forno perchè volevo asciugarlo velocemente e non mi sono accorta che avevo acceso il grill.....se avessi acceso la ventilazione lo avrei ancora oggi,non mi frega più... s'impara che mettere la bustina della tisana nel pentolino uando la fiamma è ancora accesa è molto pericoloso,il cartellino appeso al filo s'abbrùsciè e rischi di mandare a fuoco la casa....e dei primi bucati ne vogliamo parlare? C'è sempre un tema colore,mai una varietà,tutto rosa o tutto celeste...e uando tiri fuori cose che pensi di aver fatto il bucato anche per la signora di sotto per come si come allargate le cose?Cornuta di una centrifuga.
Tante cose s'imparano e tante si abbandonano...c'è tanta libertà e la libertà ha un prezzo...sempre meno della schiavitù.

Hai visto ieri sera uando sei arrivata a casa mia che ero ancora con il giubbotto?Ero appena arrivata a casa, il caos nella mia testa regnava sovrano,il caos della mia casa era l'esatta fotografia,sono partita a scheggia e in un attimo avevo passato pure l'aspirapolvere e spruzzato la mia cannella....ahhhh sìììììììììììì.
Solo per dirti che se non esci da casa non potrai sapere molto di te,e dopo, solo dopo, potrai mettere le mani per aggiustare ualcosa nella coccia......uscire di casa non è solo una volta che accade,potrà capitarti ancora di pensare di essere a casa e dover andare ancora...ma per fare uesto ci vuole molto coraggio...la debolezza che si trasveste e dice:

NO;NO E POI NO....IO non voglio vivere così.

Carezza sulla testa a mò di scompiglio.

Notte buona Maggie.

P.s "Passaggi indispensabili su di me segnano lentamente per inventare il tempo che scivola dentro le mie stagioni..............ripetendo mille volte perdita di se,ossessione dell'assenza è impossibile....ossessione di un'assenza troppo fragile. In compagnia di altri esseri ci guardavamo insieme crescere come spicchi di luna"

Radiodervish

Confessione dopo tanto tempo


Drrììnnnn,drììììnnnnn

Oggi h 12.30

Mamma,
devo confessarti una cosa (ODDIO che sarà?) ma non ho il coraggio.

Amorebrrrrdellabrrrrmammaaa, tanto c'è il telefono che ci separa,sentiti protetta che tè posso fà da ua?
Mamma, è una cosa che successa uattro anni fà...(corro con la mente alla velocità della luce,supero la barriera dello spazio-temporale,cerco di ricordarmi tutto di uattro anni fà...possibile che non mi sia mai accorta di niente? e di cosa dovevo accorgermi? cazzo Anna ascoltaaaaa no?)

Amorebrrrrr cosa brrrrr mi devi confessare? (Mi siedo,si forse è meglio sedermi)
Mamma,ti ricordi il giorno prima della gita in uarto? (dico si solo perchè l'ansia monta a bestia...sapere,devo sapere cosa mi è sfuggito,uando non le sono stata vicina,uando non ho capito che cercava di parlarmi)
Si amore, come no? e chi se scorda? (mento spudoratamente)
Ho fatto filone al liceo con coso com si chiamava? Ti ricordi?
Ahhh sìììì,coso mbè?
Mamma,non sapevamo dove andare e io ho suggerito di andare a casa nostra,tanto mamma non c'è e i nonni non vengono mai a casa.
Insomma mamma,eravamo sul letto tutti e due in mutande(IN MUTANDEEEEEEEEEEE? Mi alzo,ma rimango muta,ascolto Annamarì,solo ascolto) uando ad un certo punto è entrato il NONNOOOOO....io sono rimasta impietrita e coso mi ha presa e ci siamo buttati sotto il letto,mamma che freddo,il pavimento era gelato era marzo...siamo rimasti lì sotto per UN'ORAAAAAAAAAAA perchè il nonno stava cercando non so cosa nello stanzino,vedevamo i suoi piedi,io avevo la mia mano sulla mano di coso e speravo fosse il suo collo perchè l'avrei strozzatoooo....cercavo di riscaldarmi con i vestiti che ci eravamo trascinati sotto il letto.
Ad un certo punto sento il nonno dire: E stà scarp d' cì jè?
Mammaaaaaaa era una scarpa di coso,vidi il nonno che si piegò per prenderla, che paura mamma,cominciamo a strisciare per spostarci dal suo campo visivo... Pensavo mi stesse venendo un ictus,ad un certo punto il materasso si abbassò leggermente sopra la nostra testa,era il nonno che si era seduto sul letto per provarsi la scarpaaaaaaaaaaaaaaaaaa....si alzò e cominciòa girare intorno al letto per cercare l'altra...mamma che angoscia ho provatoooo....la mente sana o l'istinto di sopravvivenza prese il sopravvento e istintivamente presi la scarpa di coso che avevamo sotto il letto e mentre il nonno sventolava la mano sotto il letto la avvicinai nell'area circoscritta dalle sue mani,se le provò tutte e due e poi se le tolse e andò via.

Mamma? ho fatto bene a raccontartelo dopo uattro anni?
Benissimo amore,hai fatto molto bene,non so,non credo mi sarei scompisciata dalle risate come adesso,non ero pronta,e non eri pronta nemmeno tu tesoro mio...ogni cosa al suo tempo.
Sicuramente non avrei tenuto conto della donna che saresti diventata,avrei cercato di preservare la bambina e la ragazza e la fiducia che mi avresti offerto nel confidarmelo sarebbe stata mal risposta...avrei fatto danni.
Perchè sono convinta che l'amicizia un figlio non la dà in uanto tale,è un regalo sulla base della fiducia.

Grazie.
Amò? io sarei morta al posto tuo.

Ti amo.

P.s Grazie per avermi "permesso" di raccontarlo...sei grande,anzi sei una GRANDE:

N:B Per me:Non potevo esserle vicino in uel momento,no,davvero no,se le fossi stata "vicino" mi sarei trovata sotto il letto e avrei fatto un tale casino per "stroppiare in silenzio COSO" che saremmo non solo stati scoperti...ma avrei perso la sua fiducia per sempre.

Va tutto bene,molto bene,la matassa si sta dipanando,sono in ascolto.

Che il giorno distrugge la notte tu lo sai,e che la notte divide il giorno.Ho provato a correre.A nascondermi.Sfonda verso la parte opposta babe.


Jim Morrison

Buongiorno Merita,
ieri sera ho provato infinite volte a postare sul tuo blog macchè(non inserisco il nome del blog altrimenti temi d'essere scoperta e viene meno il criterio per cui lo hai aperto,mi hai pregata e supplicata per aiutari ad aprirlo...eh,eh..e non svuoti più l'anima e la cap...e la cap aggir assaje) mi diceva "anonimo" a mè mò. Forse perchè abbiamo aperto il tuo blog dal mio pc?nèèè...ci pensi se cancellano il tuo e il mio blog perchè nel regolamento dice di non fare clik dal proprio blog? Cè frecàtur...In bocca al lupo babe o in culo alla balena se preferisci....

Suggerimenti per risposte

- Crepi con tutto il branco

2- Speriamo che non cachi

Buona giornata babe.
Guru...lo sai che la mia sciuretta ha detto:Mà? Merita ti chiama così seriamente,io ti chiamo Dalai Lama ma...ti prendo x il culo lo sai vero?

Urca se lo so..

Diversamente abili



Devo fare qualcosa,devo dare un senso alla ruota della mia vita che sembra essersi fermata,la sento rallentata... fà cicò,cicò...non è ferma del tutto,bene.

La scatola magica,si,da lì esce di tutto,perchè non dovrebbe uscire la risposta al mio periodo "no"?

Ok, Google mi aiuterà,offro la mia disponibilità a tutte le varie associazioni dedite al "dare" chiamasi "volontariato",ok lo so,è un atto di egoismo il mio,lo sto facendo per me...sono io che chiedo aiuto,ho bisogno di andare a spiare il dolore degl'altri per rendermi conto che non ho da lamentarmi anche se tutto è raso al suolo...la prima che mi risponderà sarà l'ELETTA.

La risposta non si fa attendere,la prima associazione che mi risponde: UILDM, è una associazione che s'impegna per l'eliminazione di qualsiasi ostacolo che si frappone alla libera espressione ed alla affermazione delle potenzialità personali e sociali delle persone affette da malattie neuro-muscolari.Non devo sforzarmi più di tanto sembra che sia già stato organizzato il tutto,mi telefonano loro...chi mi contatta è un uomo dalla voce estremamente rassicurante ma ferma al contempo,mi spiega di cosa si tratta; dare assistenza per spingere la carrozzina per chi non possiede quella elettrica, aiutare durante il pranzo perchè alcuni ospiti hanno disabilità anche nelle braccia e accompagnare in bagno....mi chiede se so nuotare,perfettamente, e sono anche brevettata sub, figlia di un incursore incallito, mi ha buttata in acqua prima ancora d'imparare a camminare sulla terra ferma...perciò dù spaghi con le cozze sè potemo fà!
Chiedo se è possibile fare volontariato per più di 7 gg,troppo pochi per afferrare la realtà,la mia polla ormai la conosco,sono così schermata dal non farmi toccare dalle situazioni critiche che la prima settimana mi servirà solo per capire dove sono e sopratutto come cazzo mi è venuto in mente di portarmi in questo posto,la mia reazione nelle situazioni critiche oserei paragonarla alla sindrome del "jet lag"...i miei ritmi biologici si rallentano di pari passo a quelli emotivi.
L'uomo dall'altra del filo sorride dicendomi che 7 gg sono più che sufficienti,il lavoro è molto duro si dorme poco,"sarà già tanto se arriverai fino alla fine dei 7 gg"...rilancio il sorriso aggiungendo che sono molto forte,certo, a vedermi si direbbe il contrario,non sono proprio uno "staccone" di
femmina,ma per la forza che ho potrei combattere contro la guerriglia filopalestinese da sola!!!!!!!!!!
Ride....ok è fatta!!!! 2 settimane a Bordighera, che ci vorrà mai,diventerò le braccia e le gambe di qualcun altro...quanto sono esagerate a volte le persone.

Si parte.

Partenza dal mio paesiello alle 20:00,sono arrivata in stazione a piedi è il 15 agosto,non distolgo nessuno dal festeggiamenti di ferragosto (che poi non ho mai capito che cappero festeggiano)per chiedere di accompagnarmi,mi faccio due km a piedi nulla contro i km che volevo fare quest'estate per Santiago...vabbè comincio ad allenarmi.
Arrivo a Bari alle 21,il treno che mi porterà a Voghera dove cambierò per Bordighera partirà alle 23.30,ho tutto il tempo per capire dov'è il binario...binario numero 5,ok trovato sono le 21:10!!!!
Vado a mangiare una cosa schifosa che mi piace tanto...Mc Donald doppio chesee...stasera non capisco se non riesco a digerirlo o se è l'amarezza che provo.
Ascoltiamo musica và che è meglio,metto gl'auricolari ma appena comincia a suonare spengo immediatamente,troppa confusione intorno a me,troppo caldo appiccicaticcio,una domanda che mi martella: Sei sicura di partire?.
Vado a bermi un caffè,tanto non dormirò lo so.
Ho due ore di attesa non corro sicuramente il rischio di perdere il treno.
Guardo sempre di là,in fondo...lo spero tanto,lo spero proprio.
Guardo la gente che arriva,scruto i loro volti per capire se anche loro stanno partendo per dare una svolta a qualcosa,ma non traspare nulla...penso di nuovo che forse sto facendo una cazzata,forse non dovrei partire,monta l'ansia...mannaggia a mè e quando mi sono presa il caffè!!!
Comincia girarmi la testa,formicolio alla nuca...tiro fuori la bottiglia dell'acqua dallo zaino,faccio un macello bestiale,sacco a pelo,libri e cazzabubole varie impediscono alla mia bottiglia di uscire...finalmente riesco a tirarla a fuori e indifferentemente me la verso dietro la nuca e sui polsi,all'improvviso una specie di pallonata al centro stomaco mi prende in pieno...una camicia arancione...no.
Guardo l'orologio manca poco meno di mezz'ora alla partenza...strano che il treno abbia le luci spente e non ci sia nessuno tranne che me...a quanto pare viaggerò sola...che cretinaaaaaaaaaa
stavo per perdere il trenoooo!!!!!!!!
Mi ero piazzata con due ore d'anticipo al binario sbagliato...il binario giusto era 5 ovest non 5 e basta!!!!!!!!!

continua>>

La mia vita come il gioco dell'oca...in dirittura d'arrivo...ALT.. TORNA AL PUNTO DI PARTENZA


Luglio 2006

La mia casa in questo periodo riflette il furto che è stato fatto alla mia vita,(mentre lo scrivo penso che sto esagerando e forse un giorno di questo furto dovrò ringraziare qualcuno)si perché è proprio di furto che si parla.

L’altro giorno un brutto vento ha cominciato a soffiare nella mia pancia,lo conosco so cos’è,è un segnale che vorrei tanto sparisse da me,lo chiamano sesto senso,non lo voglio più,non voglio più sapere niente,voglio guardare le persone in faccia e non notare un cazzo di niente,voglio credere a quello che dicono le parole e non gli sguardi…

Più cresco più si affina la consapevolezza dell’inevitabilità dell’errore,della fatuità dell’istinto,della precarietà delle sicuzze.La verità è che ho maturato una percezione delle cose , in particolare delle cose dell’anima,solo apparentemente più vere nell’apparenza .
Di fatto è il mio vecchio stanco cuore che pretende un po’ di pace e di riposo a impormi l’amara coscienza del melanconico disincanto…e quando parte il vento vado in trance e corro a svelare l’arcano,e ogni volta spero di essermi sbagliata,solo Dio sa perché ieri avevo quello sguardo freddo e pazzo,ero intenta a controllare il tumulto che avevo dentro,speravo di non trovare niente,speravo di leggere qualcosa che parlasse di me,Cristo quanto l’ho sperato,invece no, Dio mio perché cazzo perché non mi sono sbagliata?Perchè Santo Dio?Che vuoi da me eh?
Le lacrime non riescono a scendere lungo le guance,si bloccano ,si è formata una specie di salsedine dentro l'occhio che ne impedisce lo scorrere, non assomigliano per niente alla poesia del "lacrime calde e salate" potrei farne uno spot pubblicitario,sembrano incollate,mi alzo e vado a vederle allo specchio, terribile, sono lacrime e basta.
Ho una faccia terribile,si accavalla la disperazione,Dio mio…Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio Dio mio,mi sembra di ritornare al giorno che scoprì d’essere incinta ed ero sola senza poter contare su niente e nessuno… Sento un suono,cos'è? Mi rispondono da lassù,mi ri-prendono per il culo: Sta per parlare ancora una volta il Padre-Eterno come nell'84? No,è il successore di Meucci ....suona il cellulare è la mia bimba,mi ricompongo la voce:Ciao amore come andato l’esame?
Non bene mamma(ieri sera mi aveva detto:mamma mi vuoi bene lo stesso se va male?amore ?per mamma tu sei speciale il resto è un’extra,chissenefrega dell’esame,pensa a stare serena tesoro mio,balla,canta divertiti ma occhio ai soldi cuore mio) non ti preoccupare amore lo ridarai:Non è vero mammaaaaaaaaaaaa ho preso un altro 30!

Vorrei piangere per la gioia del suo andare avanti,vorrei piangere con lei,non lo faccio.

Ormai lo so,fa sempre così e io faccio finta di crederci,è un suo rituale forse scaramantico per mettersi al riparo dalla delusione nel caso dovesse andare male….dovrei imparare da mia figlia,non aspettarmi mai niente così tutto sarebbe un sovrappiù….ma stavolta,ah stavolta non me lo aspettavo proprio…sono davvero infantile,molto,non vado ne avanti ne indietro,sto là in mezzo alla strada,e ora più che mai non so che direzione prendere…altro che cartello”stiamo lavorando per voi” dovrei mettermi appeso al collo “chiuso per fallimento totale".

Non faccio in tempo a metabolizzare sta mazzata che BèM altra mazzata che mi gira la testa sulla schiena,unico vantaggio è che nessuno se ne accorgerà,non sono mai stata prosperosa,nessuno farà caso alla testa girata dietro...come mi giro e mi volto le prendo da tutte le parti,mi sento uasi una diva:Anna? Annaaaa? Gira di ua? BAM...cupper alla bell e bun ANNAAA;ANNAAAA di ua...sììììììììì...STOINGH....Dammi la uno....daììì,daìììì,stringi.....sono sfinita, nùn gnà fazz chiù, ma non posso permettermi di lasciarmi andare...hanno bisogno di me,la pagliaccia di casa,la forte...non voglio nemmeno appoggiarmi a nessuno,se lo facessi piangerei e diventerei debole...non posso,non ora almeno...The show must go on...
Vado a dare uno sguardo a tutti i ciotoli che ho raccolto durante il mio "cammino"...uanta strada per niente,mi hanno portata nella direzione sbagliata,forse ho raccolto le pietre che piacevano a me pensando che fossero come le molliche che lasciava Pollicino,ualcuno che mi aveva lasciato un itinerario,senza rendermi conto che erano uelle sbagliate.... Sarà l'Eterno Padre che si diverte?
Mah....

Continua prossimamente>>

William Shakespeare...Correva l'Anno 1600...corre l'Anno 2006 e il concetto dell'Amore è sempre (e sempre sarà)lo stesso.


Sonetto 116

Non sia mai ch’io ponga impedimenti all’unione di due anime fedeli; Amore non e’ amore Se muta quando scopre un mutamento O tende a svanire quando l’altro s’allontana. Oh no!Amore e’ un faro sempre fisso Che sovrasta la tempesta e non vacilla mai; e’ la stella che guida di ogni barca, il cui valore e’ sconosciuto, benche’ nota la distanza. Amore non e’ soggetto al Tempo, pur se rosee labbra e gote dovran cadere sotto la sua curva lama; Amore non muta in poche ore o settimane, ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio; se questo è un errore e mi sara’ provato, io non ho mai scritto, e nessuno ha mai amato.

Prosit

Responsabilità non è un peso un dovere... se spezzi la parola in due:Respons-abilita..rispondere spontaneamente


Sono sempre stata puntuale come un orologio svizzero,non negl’appuntamenti ma nella mia “Luna”. .
Un leggero dolore,eh si,perché ho sempre sofferto molto,mi ricordava implacabile la mia fertilità e che una trasformazione mi stava facendo evolvere,bambina,ragazza,donna…sembrava non finire più,namà fermà?m’aggir la cap…
uel mese si fecero attendere più del solito,ogni giorno andavo in bagno e guardavo lo slip in tutte le sue angolazioni per scorgere una piccola macchia,NIENTE…eppure i dolori erano gli stessi di ogni mese,che cazzarola mi starà succedendo?
Non sapevo che l’organismo non riesce a distinguere la gravidanza dal ciclo.
Dopo un mese decisi d’andare in farmacia a comprare un test di gravidanza,anche se ero molto scettica al riguardo,non era possibile,non a me almeno.
Ventidue anni fà,comprare un test in farmacia da una ragazzina non era come oggi,lo sguardo della farmacista era assolutamente “sospettoso” a tal punto che mi veniva da dirle:Senta signora,già ho tanti cazzi per la testa,non ci si metta pure lei per cortesia,mi dia stò cacchio di test e facciamola finita.
Il mattino dopo mi svegliai di buon’ora per avere il primo posto in bagno e poter agire indisturbata,c’erano le istruzioni da leggere, perché:ripeto;all’epoca i "test" non erano come oggi,e no,c’erano DUE provette e tutto un meccanismo da mastri alambiccai…una tragedia.
Fai pipì nel primo,mischia la polverina nel secondo,aspetta 20 minuti in bagno con tanto di urla di tua madre che non capisce che cazzo stai combinando in bagno e soprattutto perché non apri…Tu che non hai Mai avuto pudori e la porta l’hai sempre lasciata un altro po’ spalancata.
E L’ANSIA CHE MONTA, CHE SALE SEMPRE PIU’, NON TANTO PER IL TEST ,UANTO PER STA CAZZO DI PORTA CHE TI CHIEDONO D’APRIRLA.
Che faccio?esco e libero il bagno e metto le provette in tasca? E se si altera l’intruglio?
Aspettaaaaaaaaaa,sto facendo caccaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…..
Ancora oggi ricordo la terribile sensazione che provai uando vidi il colore verde-viola con il pallino bluastro al centro…no,no,no c’è sicuramente un errore,siiiicccuro,ho letto male le istruzioni,sicuramente vuol dire che NON sono incinta…..

ANNAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA?
Vuoi aprire la portaaaaaaaaaaaaaaaaa?Tuo padre deve farsi la barbaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa…..

Mò che sa che sono incinta pure i capelli si deve rifare….

ODDIO,Madonna Santissima,voi tutti Santi Aiutatemiiiiiiiiiiiiiiiiiii,ditemi che non è vero????All'improvviso mi ero riscoperta "fervida-credente" ....
Dal cielo mi parve di sentire la voce del Padre-Eterno che rispondeva:e’ VEROOOOO E Mò So CACCHI TUOIIIIIIIIIIII

La metafora del: “sentirsi cadere il mondo addosso” l’ho sperimentato in tutta la sua essenza…
Sono uscita dal bagno con un colorito pallido manco avessi visto un fantasma,erano tutti là ad aspettare e pronti ad inveire per il ritardo, ma la mia mancanza di vitalità li mosse a compassione:Anna che hai?
Avrei voluto indicare uno a uno con il dito e dire:Tu e Tu- diventerete NONNI -Tu e Tu diventerete Zio e Zia.
Poi avrei girato il dito verso me e avrei detto:E io? MAMMA??? AIUTOOOOOOOOOOOOOO
Invece dissi a malapena:”Non riesco a fare la cacca”…e me ne andai nella mia stanzetta a sedermi sul letto e ripetere come un mantra:E mò? E mò? E mò? E mò? E mò? E mò? E mò? E mò? E mò?
Madòòòò? Madòòòòò? Madòòòòò?Madòòòòò? Madòòòòò?Madòòòòò?Madòòòòò?Madòòòò?

Mi alzai lentamente dal letto,sentivo tutto il peso del mio corpo in tutti gl’arti,mi vestì e usci per andare dal mio ragazzo ,dovevo informarlo che stava per diventare PADRE,eh si,perché con tutto che ero spaventatissima non ho mai avuto dubbi sul pensiero se tenerlo o no?
Non era mica un gattino o un pacco, si parlava di un essere umano che mi stava crescendo dentro.Non ero per niente felice,ma ero assolutamente consapevole; e con grande mia sorpresa mi sono ritrovata responsabile…
L'esistenza non è una partita di piacere,è una lotta senza pietà,è una giungla in cui occorre scegliere:mangiare o essere mangiati.Bisogna lottare senza tregua.
E io l'ho fatto,ho scelto di dare una risposta alla mia abilità.