Articolo Cecilia Strada....ma che bella famiglia
Leggendo l'articolo ti sembra di vedere la gioia negli occhi di chi riceve l'aiuto e la gioia di chi può darlo....se solo per 5 minuti ci fermassimo a riflettere su cosa significherebbe la chiusura dei nostri ospedali...mbè...forse capiremmo.
Ed è un Italiano che sta permettendo il servizio g-r-a-t-u-i-t-o SANITARIO ...Chapeau Gino!!!!
Peacereporter
Afghanistan - Kabul - 26.6.2007
Kabul, riapre l'ospedale di Emergency
Kabul - Un ragazzo di ventidue anni a cui una pallottola, sparata da non si sa chi, ha fatto saltare via due dita della mano destra. E un uomo che si è beccato un proiettile nel braccio questa notte, mentre veniva a Kabul dalla provincia di Wardak: “Ci hanno fermato sulla strada, forse talebani. Ci hanno rapinato e hanno sparato. Allah Allah Allah. Fa male”. Barba lunga, nerissima, parla dalla barella del pronto soccorso di Emergency a Kabul, mentre il chirurgo di guardia esamina il foro: “Entrata e uscita. Lo portiamo in sala”. Due pazienti non gravi, casi comuni. Ma tutto lo staff dell'ospedale di Emergency si ricorderà di loro come dei primi: oggi il centro chirurgico di Kabul ha riaperto i battenti, dopo che tutte le attività della ong in Afghanistan erano state sospese per quasi due mesi.
Fa caldo oggi a Kabul, traffico e polvere. Fuori dal cancello dell'ospedale, un gruppo di parenti aspetta. Sono venuti in quindici ad accompagnare Gul Mohammad. Un infermiere spiega a tutti come sta, risponde a tutte le domande, e chiede loro se vogliono donare il sangue. Uno dei cugini ricorda agli altri che un altro parente, una volta, era stato ricoverato nel shafakhana emergency, e gli avevano dato molto sangue per salvarlo. Breve consultazione. E tre parenti si avviano al laboratorio per le analisi, mentre dal pronto soccorso Gul Mohammad viene trasportato nel blocco operatorio. “Emergency is back!”, sorride l'infermiere chiudendo la porta bianca e rossa.
Il centro chirurgico non aveva ancora annunciato la riapertura ufficiale, ma da questa mattina tutto era pronto per accogliere i pazienti chirurgici e i feriti di guerra. E negli ultimi giorni la voce girava fra la gente di Kabul: in ospedale ci sono i cleaners, in ospedale ci sono i dottori. Centinaia di turbanti, veli e chadorì sono venuti a guardare, a chiedere, a capire se era vero. Era vero.
Un prima parte dello staff – i fidatissimi, e gente che è con Emergency dal primo giorno a Kabul – era al lavoro da qualche giorno. Riattivare le sale operatorie e due corsie, per il momento, e tutti i servizi dell'ospedale. Le lavandaie dispensavano baci e “Grazie allah, che bello che si riapre”. Khanum Gul non ha marito ma ha sei figli, tutti ciechi dopo che un'esplosione ha devastato la sua casa a Kabul, e si asciugava con il velo bianco le lacrime che non piangeva: “Ero così preoccupata per voi, per tutti noi”.
Cecilia Strada
E' libero... sia lodato Allàh e Gino.

Non ha bisogno di nessun commento...ma uno vorrei farlo: Il modo di abbracciare...già...la dice tutta sulla bellezza dell'anima del sig Strada..una mano protegge dolcemente l'amico quasi ad avere il timore di ferire un corpo provato e l'altra-ferma-decisa .."Vieni qui amico mio ti proteggo io"...e l'amico si rifugia in quell'abbraccio stringendosi a due mani come in un sogno.
La forza per resistere in questi 3 mesi di Rahmat credo si possa spiegare con questo concetto:
"La struttura dell’essere umano è analoga a quella delle piante,
ma con la differenza che tale struttura è capovolta: ciò che
rappresenta le radici dell’essere umano si trova in alto, nel
piano causale*. Sì, le radici dell’uomo si trovano nel suo
cervello, ed è attraverso il suo cervello che egli attinge delle
forze.
Nelle piante, il cervello si trova nella terra, ed è costituito
dalle loro radici; le foglie sono i polmoni, e i fiori sono gli
organi sessuali. La pianta che non abbia potuto effettuare
correttamente il proprio lavoro nelle radici non può produrre
niente. L’albero che non produce frutti è stato ostacolato nelle
sue radici. Allo stesso modo, l’uomo resta improduttivo e non può
manifestarsi correttamente nel piano fisico se, attraverso il suo
cervello, non ha potuto attingere delle forze nel mondo divino."
Omraam Mikhaël Aïvanhov
Meglio essere feriti da una verità che consolati da una menzogna
Help is coming.....
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