Caro amico fratello mio,non ho grandi soluzioni per risollevarti...ma di una cosa ne sono certa:
Non è più tempo per essere i bravi bambini di un tempo,uelli che per non sentire la paura fingevano di non vedere e di credere alle rassicurazioni dei più grandi che ti volevano sereno e perciò ti negavano la gravità della situazione,no,non è più tempo di essere bravi ragazzi o bravi mariti ,è tempo di essere come ci si sente di essere, pestare i pugni sul tavolo, incazzarsi, gridare NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO .
uesto vorrei dirti.... com a nù Fràt.
Ci sono dei momenti nella vita in cui uello che sta per accaderti è talmente tanto assurdo che lo rifiuti….non ho mai capito il significato della vita finchè non mi sono trovata ad avere paura,sì,è la paura e la rabbia di non cedere che mi hanno fatto capire che non ci si deve arrendere MAI.
Non sai nemmeno dove cazzo andrai a prendere la forza per andare avanti….perchè tutto sembra essersi rallentato,il viaggio della vita è diventato lento, è catastrofe…tutti in qualche modo vorrebbero darti una mano è come seall'improvviso ci si rendesse conto delle cose veramente importanti nella vita,i rapporti cominciano ad assumere un significato diverso,si spogliano di tutto uello che non serve,conta una cosa sola,stringersi senza distinzione alcuna o timore.
Ma tu ti senti come se fossi dentro un furgone di uelli che ti sbattono da una parte all’altra dell’abitacolo mentre percorrono una strada piena di buche e la strada è anche piena di curve,ti viene da vomitare,non sai se è la paura o se è lo sballottamento delle troppe emozioni che stai provando,dei “se” che ti affollano la mente e ti fanno visualizzare immagini di uello che potrà accadere …ti senti sfinito…..l’immagine del dolore ti strema,senti il tuo grido soffocato che vorrebbe gridare aiuto…ma lo ricacci indietro.
Sei troppo concentrato a pensare come poter fare per alleviare il dolore della persona che ami e che ti hanno detto che.....…cosa puoi fare se non ti hanno dato speranza?Sei impotente. Cominci a pensare che forse devi riprendere il controllo della tua vita?Ma cos’è sta cazzo di vita? Emozioni,passa tutta di lì…respiri e lei entra dalle narici fa il giro del cuore e rimette in circolo il tuo respiro… Sembra una stronzata patetica che ti racconti per non soccombere.
Le cose normali dicono che possono essere una grande cura, tagliare i pomodori,pelare patate,annaffiare le piante con tutta l’attenzione del mondo…sembra una stronzata…ma non lo è. Sei così occupato a pensare alla sopravvivenza che ti sembra impossibile attraversare e vivere il momento presente…sei così proiettato nel tempo futuro che forse non ci sarà mai ma che sembra l’unica speranza per sopravvivere al presente così surreale….la verità è che ti senti come se stessi camminando in un mondo irreale con un macigno sulla testa e un peso sul cuore…senti,forse per la prima volta le tue vere emozioni,le senti così forti e devastanti che credi di non poter più addrizzare la schiena…senti che sta andando tutto a puttane e tu lì che non puoi fare nulla…eppure c’è ualcosa che ti incita nonostante il tutto perduto a non perderti d’animo,cazzo no,”Devi combattere e ritornare all’assalto…ancora e ancora” la battaglia passa anche dal desiderare di fare una passeggiata all'aria aperta senza pensare a nulla fuorché l'aria fresca che ti pizzica le narici e la luce del sole che ti riscalda l'anima.
Per trovare l'armonia c'è bisogno di tensione, senza tensione non si emettono suoni.
Ci sono dei momenti nella vita in cui uello che sta per accaderti è talmente tanto assurdo che lo rifiuti….non ho mai capito il significato della vita finchè non mi sono trovata ad avere paura,sì,è la paura e la rabbia di non cedere che mi hanno fatto capire che non ci si deve arrendere MAI.
Non sai nemmeno dove cazzo andrai a prendere la forza per andare avanti….perchè tutto sembra essersi rallentato,il viaggio della vita è diventato lento, è catastrofe…tutti in qualche modo vorrebbero darti una mano è come seall'improvviso ci si rendesse conto delle cose veramente importanti nella vita,i rapporti cominciano ad assumere un significato diverso,si spogliano di tutto uello che non serve,conta una cosa sola,stringersi senza distinzione alcuna o timore.
Ma tu ti senti come se fossi dentro un furgone di uelli che ti sbattono da una parte all’altra dell’abitacolo mentre percorrono una strada piena di buche e la strada è anche piena di curve,ti viene da vomitare,non sai se è la paura o se è lo sballottamento delle troppe emozioni che stai provando,dei “se” che ti affollano la mente e ti fanno visualizzare immagini di uello che potrà accadere …ti senti sfinito…..l’immagine del dolore ti strema,senti il tuo grido soffocato che vorrebbe gridare aiuto…ma lo ricacci indietro.
Sei troppo concentrato a pensare come poter fare per alleviare il dolore della persona che ami e che ti hanno detto che.....…cosa puoi fare se non ti hanno dato speranza?Sei impotente. Cominci a pensare che forse devi riprendere il controllo della tua vita?Ma cos’è sta cazzo di vita? Emozioni,passa tutta di lì…respiri e lei entra dalle narici fa il giro del cuore e rimette in circolo il tuo respiro… Sembra una stronzata patetica che ti racconti per non soccombere.
Le cose normali dicono che possono essere una grande cura, tagliare i pomodori,pelare patate,annaffiare le piante con tutta l’attenzione del mondo…sembra una stronzata…ma non lo è. Sei così occupato a pensare alla sopravvivenza che ti sembra impossibile attraversare e vivere il momento presente…sei così proiettato nel tempo futuro che forse non ci sarà mai ma che sembra l’unica speranza per sopravvivere al presente così surreale….la verità è che ti senti come se stessi camminando in un mondo irreale con un macigno sulla testa e un peso sul cuore…senti,forse per la prima volta le tue vere emozioni,le senti così forti e devastanti che credi di non poter più addrizzare la schiena…senti che sta andando tutto a puttane e tu lì che non puoi fare nulla…eppure c’è ualcosa che ti incita nonostante il tutto perduto a non perderti d’animo,cazzo no,”Devi combattere e ritornare all’assalto…ancora e ancora” la battaglia passa anche dal desiderare di fare una passeggiata all'aria aperta senza pensare a nulla fuorché l'aria fresca che ti pizzica le narici e la luce del sole che ti riscalda l'anima.
Per trovare l'armonia c'è bisogno di tensione, senza tensione non si emettono suoni.
Altra metafora sorella della stronzata precedente...sembra.
Poche persone sanno cosa ti agita dentro...uesta è la verità.
Poche persone sanno cosa ti agita dentro...uesta è la verità.
Ti senti inseguito dovunque vai da un ladro invisibile che ti deruba. Non c’è porta blindata che lo possa fermare. Non ti ruba cose materiali ti sottrae il bene più prezioso che hai,ti sottrae la gioia, la pace, la felicità; ti sottrae la speranza; cerca di sottrarti uello che ha la più grande importanza, ciò che conta più di tutto.
Io sarò una matta fuori di testa ma credo che tutto sia possibile anche nelle malattie:
"La malattia è uno suilibrio del sistema organico che ti proietta in una dimensione che ti fa uscire dall’ordinaria amministrazione del vivere "per sempre". Il corpo ha una sua capacità di autoguarigione che non necessariamente deve essere affidata a un "Essere superiore e amorevole che- bontà sua- se vorrà e se avrà tempo ti guarirà. E' scentificamente e semplicemente provato che il corpo ha in sè la capacità del sistema stesso a ritornare allo stato di equilibrio originario o comunue precedente."
E solo la speranza che hai in te e non uella che non ti hanno dato i Luminari che serve....perché la medicina per aiutarci può contare solo sul suo potere tecnico.....
Luca Coscioni
Che cosa può succedere quando ci si ritrova su una sedia a rotelle e senza voce? Succede di tutto. Il silenzio si fa, però, parola, anche se, parola interiore.
Così, uscendo dall'albergo, per andare a piazza del Pantheon, mi si avvicina una signora, che, guardandomi le gambe, e non negli occhi, mi domanda se sono sordo. Non posso parlare, ma la mia voce interiore le dice, Brutta imbecille, se mi guardassi negli occhi, e non le gambe, non ti ci vorrebbe molto, a capire che ci sento benissimo, anche se non ho nessuna voglia di ascoltare le tue cazzate. Tornando in albergo, il portiere domanda a Maria Antonietta, se posso salire da solo i tre gradini, sui quali non è stata predisposta la pedana di accesso per i disabili. Ma, brutto testa di cazzo, replica la mia voce interiore, ti sembra che se potessi farlo, me ne starei seduto su una sedia a rotelle? A Milano, un neurologo squallido, incontrandomi un anno e mezzo fa, nonostante fossi il paziente più grave, mi ha ricevuto per ultimo, facendomi passare davanti, anche quei pazienti, che avevano un appuntamento successivo al mio. Una volta entrato, non sapendo ancora, chi fossi, mi ha messo nelle mani del suo assistente. Con aria scocciata mi ha poi, spiegato che non c'era niente da fare, che si trattava di una malattia incurabile, come se non lo sapessi già, e mi ha consigliato di tornarmene a casa, dal momento che, di lì a poco, non mi sarei nemmeno potuto più muovere. La mia voce interiore, gli ha risposto: grandissimo pezzo di merda, ho già sepolto uno dei medici che mi ha fatto la diagnosi infausta, e non è detto, che non riesca a sopravvivere anche a te, che con le tue parole false, stai distruggendo la speranza di migliaia di malati, che confidano nella ricerca sulle cellule staminali. La ragione per la quale, tu macellaio, ti opponi a questa sperimentazione è tremenda, non vuoi perdere le parcelle dei tuoi pazienti che, uno dopo l'altro, ti stanno abbandonando.
Ancora, questa volta a Roma, non direttamente a me, ma a Maria Antonietta, c'è qualcuno, che le chiede se posso o no, scopare. La mia voce interiore, risponde, nuovamente: la sclerosi laterale amiotrofica colpisce la muscolatura volontaria, e non le funzioni sessuali. Certo, non posso fare tutte le posizioni del Kamasutra, ma un po' me la cavo anche io, brutto imbecille! La scorsa settimana, mi sono recato in una sanitaria per ordinare la mia nuova sedia a rotelle, quella con il supporto per la testa. Lì, ho incontrato il marito di una malata di sclerosi laterale amiotrofica, che rivolgendosi, chiaramente, sempre a Maria Antonietta, mi ha detto: poverino, non è che al partito ti fanno strapazzare troppo? E quando sei stanco, come fai? La mia voce interiore gli ha risposto: primo, poverino un pezzo di cazzo! Secondo, sono io ad avere deciso di strapazzarmi , non gli altri per me. Terzo, siccome, sono sempre molto stanco, tanto vale dare un senso politico a questa stanchezza. Quarto, nonostante tua moglie sia malata come me, non hai capito minimamente, che tutto quello che sto facendo è anche per lei, e non solo per me. Ma va a fan culo! C'è però, una cosa, che non mi è stata mai detta direttamente: povero handicappato, sei stato strumentalizzato. Il motivo è semplice. La mia voce interiore avrebbe chiamato il mio avvocato, trasformandosi in un messaggio di posta elettronica, per far partire una denuncia per diffamazione. Si sa, il 99 per cento delle persone è senza coglioni, e quando si tratta di affrontarsi a viso aperto, gli occhi puntati negli occhi, non ce la fa proprio, e allora abbassa lo sguardo.
Noi che non possiamo aspettare
C'era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: Prova ad alzarti, perché forse cammini.
Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo.
E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura solo per il corpo ma di una cura per lo spirito.
Così, uscendo dall'albergo, per andare a piazza del Pantheon, mi si avvicina una signora, che, guardandomi le gambe, e non negli occhi, mi domanda se sono sordo. Non posso parlare, ma la mia voce interiore le dice, Brutta imbecille, se mi guardassi negli occhi, e non le gambe, non ti ci vorrebbe molto, a capire che ci sento benissimo, anche se non ho nessuna voglia di ascoltare le tue cazzate. Tornando in albergo, il portiere domanda a Maria Antonietta, se posso salire da solo i tre gradini, sui quali non è stata predisposta la pedana di accesso per i disabili. Ma, brutto testa di cazzo, replica la mia voce interiore, ti sembra che se potessi farlo, me ne starei seduto su una sedia a rotelle? A Milano, un neurologo squallido, incontrandomi un anno e mezzo fa, nonostante fossi il paziente più grave, mi ha ricevuto per ultimo, facendomi passare davanti, anche quei pazienti, che avevano un appuntamento successivo al mio. Una volta entrato, non sapendo ancora, chi fossi, mi ha messo nelle mani del suo assistente. Con aria scocciata mi ha poi, spiegato che non c'era niente da fare, che si trattava di una malattia incurabile, come se non lo sapessi già, e mi ha consigliato di tornarmene a casa, dal momento che, di lì a poco, non mi sarei nemmeno potuto più muovere. La mia voce interiore, gli ha risposto: grandissimo pezzo di merda, ho già sepolto uno dei medici che mi ha fatto la diagnosi infausta, e non è detto, che non riesca a sopravvivere anche a te, che con le tue parole false, stai distruggendo la speranza di migliaia di malati, che confidano nella ricerca sulle cellule staminali. La ragione per la quale, tu macellaio, ti opponi a questa sperimentazione è tremenda, non vuoi perdere le parcelle dei tuoi pazienti che, uno dopo l'altro, ti stanno abbandonando.
Ancora, questa volta a Roma, non direttamente a me, ma a Maria Antonietta, c'è qualcuno, che le chiede se posso o no, scopare. La mia voce interiore, risponde, nuovamente: la sclerosi laterale amiotrofica colpisce la muscolatura volontaria, e non le funzioni sessuali. Certo, non posso fare tutte le posizioni del Kamasutra, ma un po' me la cavo anche io, brutto imbecille! La scorsa settimana, mi sono recato in una sanitaria per ordinare la mia nuova sedia a rotelle, quella con il supporto per la testa. Lì, ho incontrato il marito di una malata di sclerosi laterale amiotrofica, che rivolgendosi, chiaramente, sempre a Maria Antonietta, mi ha detto: poverino, non è che al partito ti fanno strapazzare troppo? E quando sei stanco, come fai? La mia voce interiore gli ha risposto: primo, poverino un pezzo di cazzo! Secondo, sono io ad avere deciso di strapazzarmi , non gli altri per me. Terzo, siccome, sono sempre molto stanco, tanto vale dare un senso politico a questa stanchezza. Quarto, nonostante tua moglie sia malata come me, non hai capito minimamente, che tutto quello che sto facendo è anche per lei, e non solo per me. Ma va a fan culo! C'è però, una cosa, che non mi è stata mai detta direttamente: povero handicappato, sei stato strumentalizzato. Il motivo è semplice. La mia voce interiore avrebbe chiamato il mio avvocato, trasformandosi in un messaggio di posta elettronica, per far partire una denuncia per diffamazione. Si sa, il 99 per cento delle persone è senza coglioni, e quando si tratta di affrontarsi a viso aperto, gli occhi puntati negli occhi, non ce la fa proprio, e allora abbassa lo sguardo.
Noi che non possiamo aspettare
C'era un tempo per i miracoli della fede. C'è un tempo per i miracoli della Scienza. Un giorno, il mio medico potrà, lo spero, dirmi: Prova ad alzarti, perché forse cammini.
Ma, non ho molto tempo, non abbiamo molto tempo.
E, tra una lacrima ed un sorriso, le nostre dure esistenze non hanno certo bisogno degli anatemi dei fondamentalisti religiosi, ma del silenzio della libertà, che è democrazia. Le nostre esistenze hanno bisogno di una cura solo per il corpo ma di una cura per lo spirito.
Ci sono malattie con le quali è possibile vivere. Altre con cui è possibile convivere. Infine, ve ne sono alcune alle quali si può sopravvivere. La sclerosi laterale amiotrofica non rientra in nessuna di queste tre categorie, è una malattia che non lascia molto spazio di manovra e che può essere affrontata soltanto sul piano della resistenza mentale. Se, infatti, ci si confronta con essa sul piano fisico si è sconfitti in partenza. L'intelletto è l'unica risorsa che può aiutarti. Per quanto riguarda gli esempi pratici, se ne facessi uno, il lettore potrebbe apprezzarlo così come un cieco al quale è stato chiesto cosa prova nel vedere un tramonto .
Mediamente, impiego 30 secondi per scrivere una parola. Questo, di fatto, significa che, per me, le parole sono una risorsa scarsa. Rispetto a quando stavo bene e potevo liberamente disporre della mia voce, il mio modo di scrivere, e, in parte, di pensare, ha subito dei cambiamenti.
Trovandomi costretto a dover fare economia di parole, devo puntare con decisione a quei concetti che ho definito, per comodità, concetti conclusivi. Certo, questo modo di scrivere ha fatto perdere ai miei scritti una buona parte della loro ricchezza e complessità, tuttavia, è possibile, anche in questa condizione di restrizione della mia libertà espressiva, un vantaggio: il fatto di dover puntare al cuore di un problema, o di un tema, con il minor numero possibile di battute, mi costringe, letteralmente, ad essere chiaro con me stesso, prima ancora di esserlo con gli altri. In primo luogo, il significato della mia esistenza è quello di viverla, così come mi è consentito, punto e basta.
Trovandomi costretto a dover fare economia di parole, devo puntare con decisione a quei concetti che ho definito, per comodità, concetti conclusivi. Certo, questo modo di scrivere ha fatto perdere ai miei scritti una buona parte della loro ricchezza e complessità, tuttavia, è possibile, anche in questa condizione di restrizione della mia libertà espressiva, un vantaggio: il fatto di dover puntare al cuore di un problema, o di un tema, con il minor numero possibile di battute, mi costringe, letteralmente, ad essere chiaro con me stesso, prima ancora di esserlo con gli altri. In primo luogo, il significato della mia esistenza è quello di viverla, così come mi è consentito, punto e basta.