







Nelle mie varie passeggiate "notturne" nell’etere, l’altra sera mi sono imbattuta in un sito di appassionati di filatelia tra cui vi è un signore appassionato della storia dell’Isola delle Rose….l’isola delle Roseeeeeeeeeeeeeeeee? Che storia,e pensare che ne ho sentito parlare così tanto da bambina che ero convinta che la sapessero tutti gli italiani.
Mio padre ha partecipato alla demolizione dell’Isola…io ricordo solo grande amarezza per uello che sentivo dire…perché distruggere un’isola con un nome così bello mi chiedevo da bambina?Non l'ho mai vista l'Isola tranne che nelle sue macerie, ma la immaginavo piena zeppa di cespugli di rose la perfetta patria di Rosaspina alias "La bella addormentata"...a onor del vero non c'era nemmeno l'ombra di una rosa,ma io ho sempre avuto fervida fantasia nello scorgere le rose...anche se poi trovavo molte spine ma per fortuna ho sempre avuto la pinzetta "giusta"...ma uesta è un'altra storia... …io ricordo solo grande amarezza...non riuscivo a capire"perchè"…. a pensarci ora mi rendo conto che il "perchè" mi ha accompagnata per tutta la vita ...l'incomprensione della fine delle cose belle.... sinceramente non l'ho mai capita...
C’era una volta
Un Re senza regno, il Re Rosa…era un Re che cercava una sovranità senza imporsi su niente e su nessuno ma solo ed esclusivamente per autodeterminarsi e poter vivere in un territorio libero le cui leggi non dovevano essere dettate da nessuna costituzione se non dalla propria libertà d’esprimersi attraverso la simbologia del suo stendardo:Tre rose,una lingua propria: l’Esperanto, lingua di nessuno e quindi lingua per tutti,un inno nazionale,un ufficio postale con timbro di annullo,un presidente con un consiglio dei ministri e cinue dipartimenti e semmai ci fosse riuscito anche di coniare moneta propria "mills"….era il suo sogno….nell’attesa si accontentò di far stampare i francobolli con il nome e l'immagine del suo nuovo regno.
L'isola nacue al largo delle acue territoriali ma nella giurisdizione del regno della Terra-ferma,(sorgeva a 12 km dalla costa con coordinate geografiche;latitudine nord 44° 10' 48" e longitudine est 12° 36" 00") il Re Rosa cominciò a trivellare il fondale marino per vedere se poteva porre le basi del suo regno, 9 palafitte dell'altezza di 36 mt conficcate in 12 mt nel fondale marino,12 mt in acua e 12 mt in superfice e il Re degli abissi marini Nettuno dette il permesso... le basi si conficcarono saldamente,poste le basi pensò di porre una piattaforma per essere certo che i suoi sudditi potessero viverci stabilmente e anche uesta rimase ferma…..il regno stava nascendo….da lì a poco vennero costruiti anche i locali e cominciarono ad arrivare richieste non solo dal regno della Terra ferma dirimpettaia ma anche da altri Stati esteri…al Re Rosa non sembrava vero…e in effetti non lo era…ma ancora non lo sapeva…e con i suoi sudditi continuava a sognare.
La nascita del nuovo regno suscitò la curiosità dei sudditi del Regno sulla Terra- ferma, fu così che cominciò un grande via-vai di barche ….tutti volevano vedere il nuovo regno in mezzo al mare.In uesto via-vai il Re Rosa continuava i lavori dell'isola,con una trivella di 15 mt scavava per vedere se ci fosse petrolio e la sorpresa fu la scoperta del bene più prezioso....acua dolce.
Il Regno della Terra-ferma era felice di poter vantare una vicinanza con l'isola....ma non tutte le fiabe hanno un lieto fine....il Sovrano della Terra-ferma venuto a conoscenza del nuovo Regno andò su tutte le furie e nel giro di pochissimi giorni l'Isola fu sottoposta a un blocco militare dei più stretti....la trivella di 15 mt aveva fatto credere che stessero creando un'antenna radio indipendente e uesto avrebbe implicato la partecipazione di altri paesi,temevano la concorrenza televisa,emissari di altre terre andarono a proporre finanziamenti che furono ricusati perchè la nuova terra dell'Isola delle Rose era nata da un'unico desiderio:vivere affrancati da certi vincoli di sovranità per evitare i dazi doganali.... c'era il desiderio di una vita più "nature" per chi desiderava ambire a una solitudine il meno possibile condizionata...e il Re Rosa era un'anima sorridente ,un personaggio controcorrente in un mondo di conformisti....anni 60.
Il regno era nato nella fascia contigua in uella zona compresa fra le 6 e le 12 miglia del territorio demaniale che la conferenza di Ginevra consegnava agli Stati con poteri eccezionali e cioè di polizia,doganali,sanitari.... e il Re era consapevole di uesto e avrebbe tollerato i controlli doganali ma non poteva immaginare cosa stava per accadere,l'isola aveva tutte le caratteristiche per essere considerata un nuovo Stato dalle convenzioni internazionali: il territorio,gli abitanti e l'amministrazione... Il Re Rosa aveva dimostrato la possibilità di erigere isole artificiali con un decimo del costo che prima veniva considerato irriducibile per un tal genere di costruzione....era la sua CREAZIONE....perchè temere?
E poi....Il Re stava lavorando dal 1958,uando tentò di affondare i piloni sempre nell'Adriatico e sempre davanti a Rimini ma per vari motivi l'esperimento era fallito........ e nessuno lo aveva mai fermato.
Il regno delle Rose era illuminato mediante gruppo elettrogeno ,la preoccupazione della capitaneria di porto all’epoca,sembra fosse dettata dal timore di un black-out che avrebbe comportato disastri marittimi per assenza di “visibilità”. Ma la verità era che la grande affluenza data dalla curiosità dei sudditi del Regno della Terra ferma potesse far nascere al Re Rosa l’idea di creare una casa di gioco essendo fuori le acue territoriali ....ma uesta era la motivazione che faceva più comodo per giustificare la demolizione dell'isola.
Quando lo Stato della Terra-ferma lesse l'articolo del giornalista riminese Amedeo Montemaggi che parlava di :"Un nuovo Stato indipendente" decise la demolizione dell'Isola.
Il popolo non ha opposto resistenza....disse il Re Rosa.
Per la demolizione dell'isola fu chiesta consulenza al gruppo sommozzatori Teseo Tesei,essendo un fondale accessibile alla pesca la demolizione doveva avvenire con il recupero di tutto il manufatto, a tale scopo gli specialisti in demolizione subacueee del Comsubin studiarono come demolire il Regno delle Rose facendo cadere all’interno i detriti recuperandoli man mano, senza rovinare i fondali....la tecnica studiata fu l'implosione anzichè l'esplosione.
Dopo aver demolito il manufatto in muratura restò la struttura in ferro delle nove colonne con vari raccordi che li univano,tagliati i collegamenti tra colonna e colonna si ebbe la sorpresa di non poter tagliare le colonne di 36 mt in uanto per una forma di costruzione(il Re Rosa era una mente geniale) erano state costruite a “cannocchiale” e con l’esplosione di cento kg si creava solo un’incavatura ma rimaneva lì dov’era stata messa.
Dopo svariati tentativi senza riuscirci,dopo 2 gg tornarono sul posto e le nove colonne si erano “inabissate” a causa delle varie esplosioni ….ci pensò il Re degli abissi marini Nettuno a tirarsele giù....L'Isola delle Rose come Atlantide giace negl'abissi.
L’operazione smantellamento dell’Isola delle Rose durò all’incirca 40 gg ,la città di Rimini mise manifesti a lutto per la scomparsa dell’Isola delle Rose.
C'era una volta l'Isola delle Rose....
E ora non c'è più...non tutte le Fiabe hanno un lieto fine...ma in ognuna di esse vi è un momento unico e irripetibile....e il Re Rosa lo sa bene.....l'entusiasmo e la passione vissuti nella creazione del suo Regno sono stati nettamente superiori al dolore della scomparsa di un Regno diventato Leggenda.