Stasera svolta a ricordi............

Che mia figlia fosse un'anima determinata si è capito già all’età di tre anni ,quando la domenica mattina alle “6” entrava in camera da letto con il suo triciclo pedalando come un’invasata gridando:MAMMAAAAAAAAAA DOMMMMMMMIIIIIIIIIII?
Io fingevo di dormire nella speranza che si arrendesse e invece no… lei scendeva dal suo triciclo e saltava sul letto e mi scrutava in viso girando la testa come un cane uando non capisce cosa sente (io la guardavo dalla fessura della palpebra mi faceva tanto ridere)e sussurrava (dopo aver fatto un casino boja) "Mammaaaaa??? Dommmmiiiii?" e io niente,imperterritarimanevo imbalsamata. Non contenta puntava il suo ditino contro il mio occhio alzandomi la palpebra e ripeteva-dolce-dolce…”Mamma dommiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii?” A uel punto sgranavo gl'occhi e le dicevo:No amore della mamma mi stavo facendo la doccia….e lei schiattava nella sua fragorosa risata e scendeva dal letto riprendendo il giro della casa con il triciclo che ho odiato con tutta me stessa ma che non le ho mai impedito di usare………….nà rottura di palle senza misericordia.

Presa per sfinimento ero costretta ad alzarmi.

A nove anni la sua determinazione si è consolidata,correva l'anno 1993,era la vigilia di Natale e come tutte le vigilie “noi” non lo passavamo al caldo tepore dell’atmosfera casalinga…”noi” ci mettevamo "ammollo"...essì...facevamo il Natale subacqueo …..(antica tradizione della mia famiglia fino al 98…dopo di che non siamo mai stati capaci di passare una vigilia “normale” la svoltiamo sempre a mò… di Capodanno,non per fare gli strani a tutti i costi...è che proprio non siamo allenati alla Vigilia canonica del giocare a carte o mangiare e basta...la mia impressione è che ricreiamo il clima goliardico dei sub...mah) L’ultimo Natale subacqueo erano spariti i calzari miei e di Iris….riuscimmo a trovarne un paio da uomo solo per me- Iris- non poteva immergersi…. Ricordo che le dissi di rimanere a “terra” ad aspettare me e il nonno per unirsi alla processione una volta usciti dall’acua…non feci in tempi a calarmi in acua che mi ritrovai Iris immersa accanto a me senza calzari ma solo con calzettoni di lana militari….come dire che si era calata senza muta perché l’acua entrava a profusione senza stagnarsi….e non potevo nemmeno suggerirle l’orgasmo del subacqueo(farsi pipì addosso per riscaldarsi)perché tremava così tanto che era praticamente impossibile riuscire a rilassarsi,la rabbia che ho provato non si può spiegare,la gioia di Iris per essersi cimentata superava la mia apprensione………il complice era stato ovviamente il nonno,mio padre,che pur di vedere anche la nipote in acua aveva dimenticato che non era il suo “capo” ma suo nonno….ma lei niente,batteva i denti ma non voleva uscire dall’acua-e io-con la fiaccola in una mano e l’altra attaccata alla cima perché la risacca mi sballottava non potevo fare altro che gridare al pescatore sulla barca di tirare su Iris che faceva di tutto per allontanarsi per non farsi prendere….giuro che ho provato il desiderio di darle la fiaccola in testa per bloccarla...e gridavo:Bààààà? Babbooooo cazzooooo fai uscire Irissssssssss….”Tranquilla,sta bene” Sta bene un par dè palle...è certo….se ci aveva fatto mangiare “aglio” crudo da bambini perché gli era stato consigliato da Mayol (che fine terrena del piffero che ha fatto… bella persona,di una sensibilità-rara-) per migliorare l’apnea e aveva fatto diventare il figlio il “più piccolo sommozzatore d’Italia” a 6 anni... poteva fermarsi all’assenza di un paio di calzari per la nipote?
Che fatica stare dietro a uest’uomo………………………ogni volta che mi immergevo la notte Santa… la mia battuta era sempre la stessa: Lo scaldabagno cazzarolaaaaaaaaaaa…..pure uest’anno vi siete dimenticati di accenderlooooooooooo?Ma siete proprio maschi…..

Cì nàn so dakkèssèi naì velèim…e cì so i megghiè nan pòten esse i nust…

Translation: Se non sono così non li vogliamo….e se…sono i migliori…mbè…non possono essere i nostri.
Mi viene da ridere quando mi dicono:Che forza che sei……urca…come fai?

Ho mangiato tanto di uell’aglio …..(la vecchia diceva: ne devi mangiare di “sale” per conoscere le persone)…….e ho sentito tanto di uel freddo che se volevo sopravvivere l’unica era diventare FORTE………………………………………………………o almeno provarci.

De Andrè

Dietro ogni scemo c'è un villaggio

Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesi ad esprimerlo con le parole,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.