Psicologia da 4 euro




Stamattina mi ha chiamato un mio amico: "Anna? non hai scritto il blog?" Auè? e ciàm fatt? la Gazzetta del Mezzogiorno?


Ieri sera tisana con Maggie e come da un po’ di tempo a uesta parte ci siamo ritrovate a parlare della nostra umanità,come sempre la musa ispiratrice nel prendere esempio sono io e i miei comportamenti che poi rilancio a Maggie perché anche se abbiamo notevole differenza di età siamo pur sempre umane entrambe,ciò che ci lega è la sensibilità….e la lingua…p’ la lingua amà patì.

Si discuteva se è l’altro che deve entrare nel tuo mondo lasciando il suo o se sei tu a lasciare il tuo per entrare in uello dell’altro,io sono dell’avviso che nessuno deve abdicare al proprio mondo, semmai sarebbe conveniente avvicinarli tutti e due,che divertimento ci sarebbe a conoscere gente uguale a te,certo è comodo perché si parla la stessa lingua si assumono gli stessi comportamenti ...però? Dù palle... niente di nuovo….due esseri uguali mi fanno venire in mente un’orchestra solo di violini o flauti…n'somma un'unico strumento un'unico suono... non c’è armonia laddove suona uno strumento solo,la magia è il fondersi dei vari suoni che seguono lo stesso ritmo, a me piacciono molto le jam- session….ognuno suona per i fatti suoi e dalla miscellanea musicale ne esce un pezzo "unico"….sì,è così che m’immagino la perfezione di un rapporto umano.
Gli esempi sono infiniti,ma che è?mica quando andiamo in un’altra nazione ci ostiniamo a parlare solo italiano no?ti sforzi per trovare il modo di comunicare,così con chi è diverso da te,devi trovare il modo di comprendere e farti comprendere,devi interagire no?anche il mangiare,mica chiedi per forza il ragù o la cucina italiana,mangi cosa offre il luogo,rispetti la tradizione laddove si mangia per terra e blà blà…altrimenti in ogni viaggio dovresti portarti la salsa,la pasta,il tavolo,le sedie….cioè…statt a cast e fai prima no?
Nei rapporti con l’altro molti pretendono di fare un trasloco emotivo…è come rovesciare addosso a ualcuno un armadio pieno zeppo di cose….e il malcapitato o la malcapitata stramazza al suolo sommersa da tutto sto ben di Dio…non funziona così…primo, credo che non si possa dare tutto a tutti,bisognerebbe personalizzare i “regali emotivi” credo si dovrebbe guardare,sentire,capire l’altro per essere certi che uello che gli si sta regalando sia giusto per lui ma sopratutto per te…Ci si dovebbe girare verso il “proprio” armadio e rovistare nelle cose,ri-girarsi ogni tanto verso l’altro scrutandolo per capire se può andare bene e non stupirsi se mentre stai cercando l’altro è andato via….vuol dire che ti ha dato la possibilità di prendere tempo per capire che non era interessato,in uesto caso "sparagni"….se ci tiene a te stellina bella,sta là,nùn s’ mov…..se la ride a osservarti mentre "cerchi" ualcosa per lui....Certo è più facile regalare tutto...ma a che prezzo?se sbagli...rimani con l'armadio vuoto...capiscìm ammè stellì.
Tutte palle uelle del “ci devo pensare” cià dà pensà? Le situazioni quando sono belle,le persone quando ti attirano per la loro unicità, non te le fai scappare,certo,non è che tutti rapporti sono tesi al sentimento,ma riconoscerai le persone veramente sensibili per il rispetto che ti porteranno evitando di entrare a gamba tesa nella tua vita entrando e uscendo dalla tua VITA senza nemmeno chiederti il permesso…perché è vero che si deve rimanere "aperti" ma un limite d’ingresso si deve imparare a metterlo.
Altrimenti ci si ritrova a recitare la parte degl’Americani ò cazz…uaz menègheìn….ma quando mai,la parte della persona libera puoi recitarla quando non te ne frega niente dei comportamenti dell’altro nel senso che non ti feriscono perché non hai aspettative,ma quando vuoi bene a ualcuno come fai a dare l’anima e fingere che non sia così?
Non ha senso essere presenti a tutti i costi,trovare scuse per vedere o sentire l’altro/a sarebbe un gioco al massacro,vedere i comportamenti che parlano d’indifferenza e sentire discorsi carichi di rispettabilità-sì-ma incongruenti …."Ti voglio bene anche se non sembra",no,no, non sembra proprio….è viltà non vedere. Non si può non vedere che uella che stai ingaggiando è la lotta contro il rifiuto...uando le persone ti accettano così come sei ti lasciano il potere di vedere le situazioni esattamente così come sono,e magari ti accorgi che non ti piace poi così tanto stare lì...uando ti rifiutano è come se ti scattasse un meccanismo che ti porta a lottare per farti accettare perchè non riesci più a vederti nella tua autenticità....
Non ci si può guardare con gli occhi di un'altra persona,come dire che se ti vede e ti considera tu esisti, guardarsi con gli occhi di un’altra persona è un gran macello,perché l’altro ti vedrà sovrapposta a decine di altre persone e tu ti dovrai adattare ogni volta per cambiare personaggio…nà fatica stellina ,che credimi…non ne vale nemmeno la pena…né per te né per me né per nessuno ,è fatica inutile oltre che stupida.
L’altro giorno un mio amico mi ha chiesto di prestargli casa mia perché a suo dire l’atmosfera e l’arredamento della mia casa fanno molto "Bohémien" ,ora,io non credo sia l’arredamento artatamente preparato che può far "innamorare" un essere umano, (no perchè se così fosse verrebbe da dire:Biàt ammè che tu stè kiù frecat d' mè)perché se si innamora di te (gli ho detto)accade come la storia del film le Fate ignoranti,uando il poveretto scopre che l’uomo di cui si era innamorato non era il sensibile appassionato di poesie ma l’anima bella era della moglie,così la tipa che porterebbe a casa il mio amico,è di me che si innamorerebbe,perché le tracce d’arredamento della mia tana parlano di me….e io francamente non vorrei trovarmi nella condizione di dire a una donna “no”…incapace come sono al dire no mi ritroverei a dover imparare il no facendo soffrire respingendo un amore perché a me piacciono gl’uomini….anche se devo dire che non sarebbe una cattiva idea potermi svegliare una mattina e come per magia ritrovarmi lesbica “naturale”……..eh eh,la risatina cazzuta è d'obbligo.

La verità è che si dovrebbe prendere esempio dai bambini all’asilo,osservarli è un’ottima lezione per capire come si dovrebbe vivere nel gioco dei rapporti umani,loro giocano ,si divertono,ridono,corrono si danni bacetti sulle guance insomma non temono il rifiuto,però,se durante il gioco ualcuno fa il prepotente e si accorgono che è un egoista fottuto perché si vedono “strappare” il giocattolo e magari prendono pure mazzate…piangono si,però non si ostinano a voler giocare per forza con il bambino stronzetto,trovano altri compagni di gioco…come dicono a Grumo stellina?

Uàgliò? Vè sciùk nànz a cast…..

I danni li combinano gl'adulti,perchè il più delle volte uando il bambino và per farsi consolare,solitamente gli danno pure il resto e il bambino comincia a convincersi di essere "sbagliato" e comincerà a sottomettersi e a non far valere più le sue ragioni...nsòmm diventa taroccato perde la sua autenticità del sentire i suoi bisogni anzichè uelli degl'altri....e se non si sveglia....da adulto tenderà ad andare incontro a chi gli strapperà il giocattolo....Auèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè

Cioè,adattarsi all’altro mi fa venire in mente uno sketch di Walter Chiari anni 60 dove interpretava la parte di un signore che era andato a ritirare la giacca che si era fatto fare su misura dal sarto,al momento di provarla davanti allo specchio si rese conto che gli andava storta,una spalla era scesa ,una manica più lunga e blà blà….il sarto più scaltro di lui (così quando vogliamo che gli altri ci facciano da filtro per sentire le nostre vere emozioni,se chi ci sta di fronte non ci vuole bene,tenderà a rimanere nel suo mondo senza sforzarsi di rispettare che siamo altro e perciò incapaci di vedere e non ci aiuterà a capire…nessuno può farti vedere uello che non sei disposto e vedere) cominciò a far notare al cliente che doveva alzare la scapola,abbassare il braccio,piegare la gamba….nsomma doveva assumere una postura stroppiata per far si che la giacca calzasse a pennello….you understand?

E in tutto uesto la sensazione di chi è in apnea...il respiro che si ferma a metà,non vai di diaframma...

In un film anni 80 "La storia infinita" c'era un ragazzino che doveva superare terribili prove aveva combattuto con draghi e mostri e con tutti aveva vinto,ma la prova più difficile in assoluto era uella davanti allo specchio....le sue paure.Il coraggio e la determinazione, uniti alla lealtà, eranole virtù sufficienti a Fantasia per determinare il valore del ragazzo, l'età, invece, non rivestiva grande importanza,era la fantasia la salvezza, forza creatrice che rimaneva comunque prerogativa esclusiva degli umani, ha il potere di immaginare il futuro, inventare il presente, cambiare il passato.

Un messaggio di uel film è che un luogo non occupa la stessa posizione per ciascuno dei suoi abitanti: esso confina contemporaneamente con tutti i luoghi in cui si trovano i viaggiatori che intendono arrivarvi. La geografia di Fantàsia víola una delle leggi fondamentali della fisica classica, comportandosi quasi come un "uanto è importante per chi lo vive" ogni luogo ha una posizione relativa, mai assoluta, e dipende dall'ambiente circostante, dal contesto, da chi lo osserva, dai desideri.

Per dire che gli "altri" sono tutti alibi che cerchiamo pur di non metterci di fronte alle nostre stesse paure.....

Ma nessuno può farlo per noi...a tutti possiamo dare tutto,tutti ci possono dare tutto,ma le palle tocca a noi tirarle fuori.

E poi,il messaggio della Storia infinita è una perla di seggezza..."E' nel momento in cui Bastian si lascia andare totalmente al richiamo della fantasia che acuista il potere di costruire con i suoi desideri una nuova realtà, Fantàsia può ancora risorgere dai suoi sogni e dai suoi desideri… più ne esprimerà più il regno di Fantàsia diventerà splendido".

Vale per tutti.


“Molti vedono le cose così come sono e si domandano il perché.Io sogno di cose che non sono mai state e mi domando perché no?”

G.B.Shaw